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Vignette, disegni e fotomontaggi

Matrimonio finito…

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Spread the loveDopo tre anni di matrimonio e di intenso amore, la coppia Meloni-Zelensky, per cause indipendenti dalla loro volontà, dovrà separarsi. Ad una precisa domanda di un giornalista, Zelensky ha ribadito che non potrà restituire la sfarzosa dote e i regali sontuosi ricevuti dalla moglie, Amministratrice Delegata del colosso […]

Le nuove foibe…
Articoli Foibe Giorno del Rcordo Vignette, disegni e fotomontaggi

Rassegna Alfio Krancic per “La Giornata del Ricordo” – 2025

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In occasione della giornata del Ricordo, celebrata il 10 febbraio di ogni anno ed istituita con la legge 30 marzo 200 – 4 per celebrare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, ricordiamo, con una “Antologia” di Vignette pubblicate negli ultimi anni, le vicende di un esodo doloroso, lungo, a volte silenzioso degli italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia costretti a lasciare le proprie terre e le proprie case senza alcuna certezza, incalzati e in alcuni casi trucidati dall’esercito Titino.

La foto la conoscete tutti. C’è una bambina, bellissima ma triste, ha i boccoli, un abitino elegante, tra le mani tiene un ombrello e una valigia grande metà di lei su cui campeggia la scritta: “Esule Giuliana”. L’immagine è divenuta il simbolo dell’esodo. La bambina si chiama Egea e aveva 5 anni e nel luglio del 1946 si stava preparando con la mamma a lasciare Pola assieme ad altri 30mila italiani. Il papà, prelevato dai partigiani di Tito, era sparito nel nulla. Lo zio Alfonso, pochi giorni prima della forzata partenza dall’Istria aveva chiesto ad un fotografo di scattare l’immagine simbolo per non dimenticare mai il dramma dell’esodo. Un dramma su cui per molto si è detto troppo poco, e poi si è detto pure troppo.
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La Bambina con la Valigia, film Rai per il dramma Foibe

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La foto la conoscete tutti. C’è una bambina, bellissima ma triste, ha i boccoli, un abitino elegante, tra le mani tiene un ombrello e una valigia grande metà di lei su cui campeggia la scritta: “Esule Giuliana”. L’immagine è divenuta il simbolo dell’esodo. La bambina si chiama Egea e aveva 5 anni e nel luglio del 1946 si stava preparando con la mamma a lasciare Pola assieme ad altri 30mila italiani. Il papà, prelevato dai partigiani di Tito, era sparito nel nulla. Lo zio Alfonso, pochi giorni prima della forzata partenza dall’Istria aveva chiesto ad un fotografo di scattare l’immagine simbolo per non dimenticare mai il dramma dell’esodo. Un dramma su cui per molto si è detto troppo poco, e poi si è detto pure troppo.

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Nessun Paragon fra chat di FdI e Casarini/Fanpage.

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Spread the love E’ scoppiato lo scandalo dello spyware Paragon (israeliano-americano) usato dal “governo” per controllare le chat dei cellulari di individui sospettati di terrorismo, traffico di stupefacenti ed altre attività criminali. Invece pare che con questo spyware siano stati controllati i telefoni di due colossi della politica italiana: lo […]