
Fatevelo dire da uno che questi problemi li ha vissuti. I profughi se ne sono andati da un pezzo. Ognuno ha seguito la sua strada, chi con successo e fortuna e chi vivendo e cercando di farsi notare il meno possibile. L’essere profughi dai confini orientali non era proprio un titolo di merito. Per anni molti hanno dovuto scrollarsi di dosso il marchio infamante di “fascisti scappati”. Per evitare sospetti ci si poteva emendare dalla provenienza da est, solo militando a sinistra, come Rossana Rossanda, Sergio Endrigo o il filosofo Boris Ulianovich, tanto per fare qualche nome. Tuttavia pur essendo riusciti a sopravvivere, i problemi sono tutti rimasti dentro quella Valigia, metafora del malessere della condizione di esule. 60 anni di emarginazione e segregazione purtroppo non si guariscono ricordandosi di una Bambina con la Valigia una volta l’anno. l’anno.




Espansione: quell’unica volta annuale a Firenze si svolge in un luogo assolutamente inadeguato. Stavolta la location è anche peggiorata, perché la targa dello slargo è posta in cima al parcheggio, con la carreggiata subito adiacente. Qualcuno sa benissimo che il ridicolo uccide.