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Lacoonte 2026

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Immagino che molti di voi conoscano la triste storia di Lacoonte e dei suoi sfortunati figli. La storia si svolge sulla spianata davanti alle porte Scee di Troia, dove i greci avevano posizionato un enorme cavallo di legno. Lacoonte supplicò i suoi concittadini di non portare dentro la città il grande manufatto. Teme qualche inganno da parte dei Danai: “Timeo Danaos et dona ferentes“. Dal mare sorsero due serpenti marini inviati dalla dea Atena, alleata con gli invasori achei che stritolarono Lacoonte e i suoi figli.

La storia si ripete. Nella città di Troia, la guerra che si trascina da un decennio contro gli invasori-migranti ha causato grande sfiducia e stanchezza nel popolo e fra i governanti. Il famoso blocco navale promesso dalla fazione conosciuta come Fratelli di Troia non ha funzionato e gli arrivi sulle coste non si sono fermati. Anzi. All’interno della città si è formato un grande movimento di opinione a favore dei migranti capeggiato dalla fazione del PDanaos che chiede da tempo una politica delle porte (Scee) aperteH24. A capo di questa fazione c’è una sacerdotessa della dea Artemide: Dea della caccia e dei boschi e dell’arcobaleno, descritta come vergine, e considerata figura protettrice dalle comunità LGBT, grazie al mito che la circondava di ninfe e al suo forte legame con cerchie di sole donne. Insieme a lei altre figure del mondo dell’inclusione: sacerdoti che servivano le varie divinità sinistre, in particolare il dio Hermes, protettore dei viandanti dei migranti, dei camminanti e degli sbarcanti: Cimopolea divinità delle tempeste marine; Yam terribile dio-serpente del mare associato al caos primodiale. Formiglione, Floris, Montanari, Ponzani, Gruberi, Augias, Cazzullo, conosciuti come Le7 bellezze , i quali accusavano la parte che era al potere a Troia, oltre che di razzismo verso i migranti pelasgico-achei, anche di essere legati ad un passato oscuro, che vide Troia vivere un secolo prima, un ventennio sotto un terribile tiranno: Musolineo. Morto in circostanze tragiche al termine di una devastante guerra contro le potenze talassocratiche fenicio- albioniche. Il suo cadavere, esposto alla folla, venne appeso a testa in giù nel foro di Troia. Non passava giorno che questi rappresentanti non accusassero la principessa Georgia, capa di Fratelli di Troia e nipote del vecchio re Sergio-Priamo, di nostalgismo e di essere legata a questo passato razzista, omofobo, maschilista, patriarcale etc. Il vecchio re cercava disperatamente di barcamenarsi fra le due fazioni. Ora un giorno accadde un fatto doloroso: un immigrato greco di 2a generazione, ma con la cittadinanza troiana, con una biga sfrecciò a tutta velocità nel corso principale della città, ferendo gravemente decine di persone. Fu fermato da tre “eroi immigrati” di origine egizia. La sacerdotessa Eli prendendo la palla al balzo chiese, insieme a tutta la sinistra detta del “campo largo” di aprire le porte e di restare umani. Il capi della fazione conservatrice chiesero invece l’espulsione e la reimmigrazione degli stranieri. Il capo della fazione più contraria all’invasione, Salvino, mentre si trovava sulla spiaggia di fronte a Troia, detta del Papeete, fu rapito e gettato in acqua da due serpenti marini, Fratejanno e Bonello al servizio della Dea Atena, scomparendo fra i flutti e dalla scena politica. La notizia suscitò grande impressione nella città e parve dare ragione a chi diceva che gli dei fossero favorevoli alla sostituzione etnica a Troia. Ma Salvino fu subito sostituito dal celebre condottiero troiano Vanaccio, il quale seguito da una folla di sostenitori, con una torcia in mano tentò di dare fuoco al Cavallo di Legno. La dea Atena allora trasformò i due serpenti marini Fratejanno e Bonello in due possenti guerrieri che si opposero al tentativo di Vanaccio. Bonello con la sua fionda colpì il condottiero troiano alla testa con i suoi sassi che aveva raccolto sul letto del fiume Adige in secca mettendolo fuori combattimento.

Il Campo Largo pro-migranti aveva vinto. Fu deciso quindi di trasportare il Cavallo dentro le mura fra canti e balli al suono di bonghi e tamburi etnici dei centri sociali troiani. Nella notte fra i fumi di erba e i fiumi di vino e birra, i troiani all’alba caddero in un sonno profondo. Dalla botola posta nel ventre del cavallo uscirono i guerrieri-migranti, armati di machete e coltelli. Uccisero le guardie alle porte facendo entrare nella disgraziata città lo sterminato esercito migrante che attendeva sulla riva del mare. Iniziò la strage degli abitanti di Troia senza distinzione di sesso e età. Triste fu la fine dei sacerdoti delle divinità di sinistra: Formiglione, Floris, Montanari, Ponzani, Gruberi, Augias , Cazzullo, a cui nessuno degli invasori riconobbe le benemerenze inclusiviste e immigratorie. Furono costretti a camminare sopra un tappeto di carboni ardenti fra le risa e i lazzi degli invasori. Prima di perire, il sacerdote del dio Antifa, Montanari si rivolse verso i suoi aguzzini e disse: “Muoio felice e contento“. Anche gli altri seguirono il suo esempio. I sopravvissuti furono venduti come schiavi, mentre i governanti riuscirono a fuggire dalla città in fiamme ed a giungere nella Colchide. Troia cadde in completa rovina e non risorse mai più.

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