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Anniversario della Pandemia

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di Cesare Sacchetti

Ieri i media celebravano l’anniversario dell’inizio della farsa pandemica.

Sono passati 5 anni dal 29 gennaio del 2020, ed è incredibile come si abbia l’impressione che quel periodo storico sia stato una sorta di discontinuum temporale.

Alcuni probabilmente oggi hanno rimosso l’epoca del terrore e degli inganni nella quale non si viveva più come esseri umani, ma come cavie nelle mani di poteri internazionali che avevano pianificato quanto stava accadendo in quegli istanti con meticolosa precisione e ferocia nei riguardi di tutto il genere umano.

David Rockefeller, esponente della famigerata famiglia, lo disse senza troppi pudori nel 1994 di fronte al consesso delle Nazioni Unite, l’istituzione-archetipo della governance globale che questa famiglia e altre di potenti banchieri e finanzieri di origine ebraica vorrebbero costruire.

Serviva una tempesta perfetta per trascinare le nazioni nel baratro e costringerle a rinunciare alla loro sovranità.

I Rockefeller non si sono fatti nemmeno troppi problemi a scrivere questi simili scenari di autoritarismo mondiale in una delle loro pubblicazioni, la celebre Operazione Lockstep, nella quale si “prevede” lo scoppio di una “pandemia” che a poco a poco accompagna i vari Paesi del mondo verso un trasferimento della loro residua sovranità nazionale a favore di vari conglomerati internazionali.

Il mondialismo ricorre da sempre alla logica delle crisi indotte per poter fare passi in avanti nella sua agenda, e ognuno di questa crisi è servita a mettere un mattone in più verso la costruzione del governo unico mondiale che tale potere auspica.

In tale ottica, se l’11 settembre è stato quell’evento catalizzatore che ha consentito allo stato di Israele e al movimento sionista mondiale, che un tempo aveva in mano le sorti degli Stati Uniti, di mettere a ferro e fuoco il Medio Oriente, la farsa pandemica invece può essere definita come la madre di ogni golpe, un evento di proporzioni mondiali necessario per abbattere definitivamente le ultime vestigia delle sovranità nazionali e far posto alla “agognata” governance.

Gli esecutori del golpe in Italia

Ogni governo europeo si è attenuto al copione e non ha ovviamente fatto eccezione il Conte II, ovvero l’esecutivo la cui maggioranza era composta dal cosiddetto governo giallorosso di M5S e PD.

Il Conte bis nasce in realtà mesi prima, in particolare sul bagnasciuga del Papeete quando Salvini nell’agosto del 2019 decise, allora incomprensibilmente, di staccare la spina all’altro governo Conte, quello gialloverde, eseguendo una mossa che di fatto restituì palazzo Chigi ai vari scherani del partito democratico che lo occupavano dal 2013, nonostante non avessero vinto alcuna elezione politica da quell’anno in poi.

Salvini, Conte e Di Maio ai tempi del governo gialloverde

Succede, nelle cosiddette “democrazie liberali”, che i governi non siano affatto l’espressione della maggioranza popolare come si vorrebbe ipocritamente far credere, ma in realtà sono l’espressione, questo sì, dei poteri che da dietro le quinte dominano questi sistemi politici, su tutti massonerie e finanza internazionale askenazita.

La mossa di Salvini a posteriori appare perfettamente logica dal punto di vista di chi tirava e tira i fili della politica italiana.

Salvini aveva in quel preciso istante ricevuto un’altra consegna.

Suo compito era quello di spostarsi tra i banchi della “opposizione” in previsione di quanto sarebbe accaduto nel 2020 e lasciar gestire la “crisi” al partito prediletto dallo stato profondo, il PD, appunto.

L’uomo del Carroccio non era però probabilmente l’unico a sapere che quell’anno non sarebbe stato uno come tutti gli altri, come si vedrà in un momento.

Una volta eseguita questa consegna, alla Lega spettava un altro compito da eseguire assieme a Matteo Renzi, il gemello diverso di Salvini, legato come il leader del Carroccio a Marco Carrai, uno degli uomini di riferimento di Israele in Italia.

Alla Lega viene affidata la missione di perorare la causa di Mario Draghi a palazzo Chigi, poiché l’uomo del Britannia era stato già scelto tempo prima, dati i suoi trascorsi, per accompagnare l’Italia verso il patibolo finale, quello del colpo di Stato pandemico ma soprattutto della vaccinazione obbligatoria di massa.

Draghi è uno specialista di tali situazioni.

Il tanto “decantato” banchiere del Britannia ha un unico “talento”, che è quello di spogliare la florida economia di un Paese, come quella italiana, per consegnarla nelle mani dei vari predoni dei mercati finanziari come fece nel 1992 sul famigerato panfilo della regina Elisabetta.

Nel 2021 però la “missione” affidatagli era, se possibile, ancora più criminale se si pensa che il governo di Mario Draghi non solo proseguì le restrizioni del governo Conte, ma decise poi di varare i vari certificati verdi che costrinsero diversi italiani a capitolare e a ricevere per poter godere dei loro diritti naturali un siero sperimentale che si rivelerà poi essere un sofisticato composto a base di grafene e nanobot, al quale la Pfizer aveva già iniziato a lavorare almeno nel 2014.

La preparazione della farsa pandemica: Grillo annuncia il “riordino della società”

Conte però è fondamentale nella prima parte dell’attacco a tavolino preparato contro l’Italia in quanto è stato il suo governo a gettare le fondamenta della farsa pandemica.

Da Wuhan nel gennaio del 2020 già giungevano immagini di persone che svenivano per le strade per il presunto contagio da Sars-Cov2 e oggi è stato dimostrato che quelle persone erano attori reclutati per inscenare una psy-op, come si dice nel gergo dei servizi, stabilita da tempo.

In Italia, qualcuno già apparentemente sapeva quello che stava per accadere come ad esempio Beppe Grillo che si recò presso l’ambasciata cinese a Roma nel dicembre del 2019 per poi uscirne parlando di “virus e batteri” e di un prossimo “riordino” della società che determinati personaggi avevano in mente di mettere in atto.

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Grillo annuncia il 17 dicembre del 2019 il “riordino” della società

Grillo in pratica quel giorno è servito a vestire i panni del “profeta” del Grande Reset.

Appare ancora più sconvolgente che il comico ligure abbia assunto un ruolo così importante se si pensa che sia lui che Mario Draghi, altro personaggio chiave dell’attacco all’Italia, si trovavano a bordo del Britannia nel giugno del 1992.

Le radici del tradimento, come si vede, sono ben più antiche e risalgono ad almeno 30 anni fa.

Il governo Conte deve trascinare l’Italia ad ogni costo in quella operazione studiata a tavolino e per farlo si serve di quei due misteriosi cinesi giunti a Roma e di cui i media fanno un gran parlare in questi giorni.

Ufficialmente, i due cinesi giunsero da Wuhan, la città da dove sarebbe partita la presunta epidemia di Sars-Cov-2, e il governo Conte, nonostante in quel momento quella fosse la narrazione dominante, non si è premurato affatto di impedire ai cinesi originari di questa città di sbarcare in Italia.

Evidentemente si voleva così perché altrimenti senza questi due personaggi non si sarebbe potuto mettere in la catena di eventi successiva.

I due cinesi iniziano le loro “vacanze” in Italia e giungono il 28 gennaio a Roma, città nella quale avrebbero iniziato a stare male.

La coppia soggiornava presso l’hotel Palatino e nel pomeriggio del 29 gennaio avrebbero avvertito i primi sintomi di malessere per poi essere portati immediatamente all’ospedale.

Lo Spallanzani e il tampone per un virus non isolato

Nessuno si è chiesto perché sono stati portati subito allo Spallanzani e perché è stata fatta in un battibaleno l’associazione con il Covid nonostante i due non fossero stati nemmeno visitati e non si sapesse nemmeno bene cosa avessero quando sono stati trasportati all’ospedale.

Allo Spallanzani procedono subito a fargli il tampone per rilevare la presunta positività al Sars-Cov2 ma c’è un problema di fondo con questa decisione.

Non si poteva stabilire o meno la positività al virus perché non c’era e non c’è, ad oggi, alcun virus isolato chiamato Sars-Cov2 e non si tratta di una speculazione personale, ma quando dichiarato dai due virologi , Drosten e Corman, che il tampone Covid lo hanno sviluppato.

Sono stati infatti loro per primi a dire che non avevano a disposizione un campione del virus isolato e che avevano elaborato una sequenza al computer di un virus che non esisteva.

Sono stati loro a dire esplicitamente che il tampone per individuare il Sars-Cov2 è stato concepito senza aver isolato il Sars-Cov2.

Si consideri poi un altro fondamentale fatto.

La Cina, l’epicentro della cosiddetta “pandemia”, ha dichiarato ufficialmente per bocca del dottor Wu Zunyou, rappresentante del centro per il controllo delle malattie cinese, che loro non hanno un campione isolato e purificato di questo virus.

Allo Spallanzani sarebbero quindi riusciti ad isolare qualcosa che non era e non è stato isolato nemmeno nel luogo da dove sarebbe originato il presunto coronavirus?

Non si voleva capire cosa stava succedendo ma si voleva utilizzare un test al tampone noto tra l’altro per produrre una elevatissima quantità di falsi positivi perché chiaramente sembrava esserci già dal principio la volontà di seguire una certa narrazione e di utilizzare questo strumento diagnostico manipolato per fabbricare la falsa crisi sanitaria.

I due cinesi e il paziente uno di Codogno

I due cinesi poi non sono esattamente il ritratto di due turisti per caso.

Il marito della coppia, Xiang Ming Liu, è un ingegnere presso l’istituto di tecnologia di Wuhan, un ambiente notoriamente controllato dai servizi del partito comunista cinese.

Il governo Conte ha lasciato venire qui in Italia due probabili spie dei servizi cinesi che con ogni probabilità avevano lo stesso compito dei vari attori che “svenivano” per strada nel gennaio del 2020 a Wuhan.

Far credere all’opinione pubblica che c’era un “pericoloso contagio” in corso per seguire invece un’agenda prettamente politica.

La questione resta di conseguenza immutata.

Se il virus non è stato isolato e se le persone che dichiarano di aver avuto il cosiddetto Covid presentano i banalissimi sintomi dell’influenza perché i due cinesi sono rimasti 79 giorni chiusi nello Spallanzani?

Cosa aveva, se veramente l’aveva, quella misteriosa coppia?

Nessuno risulta essere mai stato più in ospedale di loro e il secondo gradino sul podio per queste inspiegabili prolungate ospedalizzazioni è occupato dal fantomatico paziente uno di Codogno, Mattia Maestri, dipendente della multinazionale britannica Unilever, rimasto all’ospedale San Matteo di Pavia presumibilmente a causa del Covid per più di 30 giorni, nonostante come si è già detto in precedenza non c’era prova dell’esistenza del virus e la sintomatologia non ha mai portato a degenze ospedaliere così lunghe.

Mattia Maestri

Cosa hanno avuto veramente queste tre persone e perché la magistratura non ha mai aperto qualche inchiesta per acquisire le cartelle cliniche e interrogare i diretti interessati per capire cosa è veramente accaduto in quei giorni?

Le risposte sono ancora lì per chi le vuole cercare, ma i togati ovviamente non bussano a quelle porte perché se si aprissero uscirebbero delle indicibili verità che ormai fanno sempre comunque più fatica a restare nascoste.

Il governo Conte telecomandato dalla NATO

A distanza di 5 anni, ormai sono infatti sempre di più le persone che sono arrivate a comprendere che non c’è mai stata alcuna pandemia, ma soltanto una criminale operazione terroristica che aveva sin dal principio l’obbiettivo di trascinare l’Italia in una situazione di emergenza artificiale per poi approdare al tanto agognato Grande Reset.

Ogni passo fatto da Conte non aveva nulla a che fare con la scienza.

La scienza, quella vera, mai ha stabilito l’esistenza del virus, e mai ha suggerito di rinchiudere agli arresti domiciliari un intero popolo perché anche se si accetta per un istante la falsa narrazione pandemica l’immunità di gregge è la soluzione più di buon senso per affrontare una simile ipotetica situazione.

verbali del “leggendario” CTS, il cosiddetto “comitato tecnico-scientifico” sono infatti ancora lì a dimostrare che la “pandemia” non ha mai, nemmeno per un istante, indossato i panni della crisi sanitaria, ma quelli in realtà di una operazione militare che ricalca fedelmente le linee della citata “simulazione” della famiglia Rockefeller.

Negli atti ufficiali di quei giorni c’è scritto che ogni decisione sulla cosiddetta “emergenza” Covid doveva passare dalla NATO alla quale il governo Conte rispondeva.

A far arrivare quest’ordine il 5 marzo del 2020 all’esecutivo è il generale Francesco Bonfiglio, al quale nessuno oggi ha mai pensato di chiedere a che titolo il patto atlantico trasmettesse ordini al governo Conte.

Bergamo appare chiaramente come il passo successivo  e consequenziale di questa militarizzazione della operazione terroristica del coronavirus.

La sfilata di camion militari con o senza bare ha un preciso scopo. Quello di gettare la popolazione nel caos e indurla così ad accettare passivamente gli ordini di quei poteri che attuavano il golpe pandemico.

Gli autori del golpe però avevano anche molta fretta di provare a far sparire le tracce di quanto accaduto, e questo spiega perché il governo Conte in una sua circolare dell’aprile del 2020 desse delle “raccomandazioni” di distruggere i corpi dei morti di Bergamo piuttosto che di sottoporli a delle autopsie per risalire alle vere cause di morte.

I corpi che non sono stati cremati ancora oggi possono dire la verità su quanto accaduto a Bergamo e questo spiega perché anche qui la magistratura si guardi bene dal toccarli, preferendo invece reggere il gioco ai golpisti tentando di “accusarli” di non aver fatto in anticipo le chiusure di Bergamo.

I media continuano a ripetere le bugie del 2020 quindi soltanto per questa ragione.

Si cerca di restare nel recinto della menzogna.

Si cerca di respingere la verità e tutta la sua devastante forza.

La verità ha la forza di spazzare via in un colpo solo tutti coloro che si sono macchiati di questi gravi crimini contro l’Italia.

La preoccupazione che tormenta gli autori di questi crimini adesso è soprattutto una. Provare ad arrestare la piena che minaccia di abbattersi su di loro.

Al principio era come una palla di neve. Giorno dopo giorno poi quando il colpo di Stato pandemico ha preso sempre più forma fino alla minaccia di escludere permanente dalla società i non vaccinati la palla di neve si è ingrandita e adesso con la strage dei vaccinati in corso, questa assomiglia ad una valanga.

La valanga è quella che incombe sui protagonisti di questo crimine che ora non sanno nemmeno più cosa fare perché sullo scena internazionale sono rimasti soli.

A Washington c’è Trump, mentre la platea di Davos, un tempo il cuore di tale farsa, è vuota.

Il redde rationem con la storia si avvicina.

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