Articoli

Due cittadini marocco-italiani modello

Spread the love

“Noi, nati stranieri, abbiamo fatto arrestare il killer di Sharon. L’unico rimpianto è non averla salvata”

di Huffpost

I due ragazzi di 25 e 23 anni che hanno dato un aiuto decisivo ai carabinieri nell’identificazione dell”uomo in bicicletta

31 Agosto 2024 alle 09:46

“L’unico rimpianto è non aver potuto fare qualcosa per salvare Sharon. Se fossimo stati più vicini al luogo dell’omicidio, forse avremmo potuto salvarla”. Così a Repubblica due ragazzi (italiani di origine marocchina, riporta il quotidiano) di 25 e 23 anni che hanno dato un aiuto decisivo ai carabinieri nell’identificazione dell’uomo in bicicletta.

Raccontano di quella notte: “Io mi sto allenando per il titolo italiano di kickboxing, lui gioca a calcio in prima categoria. Quella sera eravamo usciti come al solito molto tardi per allenarci. Era più o meno mezzanotte, eravamo a Chignolo vicino alla farmacia e davanti al cimitero dove ci siamo fermati per fare delle flessioni. A quel punto sono passati due nordafricani in bicicletta, poi un terzo. Lui ci è rimasto impresso, perché era un pò strano. Aveva una bandana in testa e un cappellino, uno zaino e gli occhiali. Ci ha fissato a lungo e poi ci ha fatto una smorfia. Non lo avevamo mai visto prima”.

“Abbiamo raccontato di quel ragazzo quando siamo stati chiamati in caserma. A un certo punto ci hanno fatto anche i complimenti perché ci ricordavamo tutto. Ora ci sentiamo orgogliosi per essere stati utili all’identificazione dell’assassino. Il rimpianto che ci resta è non aver potuto fare qualcosa per Sharon. Non essere stati più vicini a via Castegnate. In quel caso forse avremmo potuto salvarla. Magari l’assassino ha visto una preda facile, come quei due ragazzini che voleva aggredire. Quando ha incrociato noi, invece, ci ha solo guardato male ed è andato avanti”.

“Noi – concludono – abbiamo avuto la cittadinanza da ragazzini, a 15 anni. Vogliamo far riflettere che se il killer è di origini straniere, lo siamo anche noi. Forse senza la nostra testimonianza sarebbe libero. Pensiamo di aver fatto il nostro dovere”. 

Dunque: due ragazzi marocchini con cittadinanza italiana (in questo caso la nazionalità va sottolineata), sicuramente future glorie degli sport italici, si stavano allenando facendo flessioni dopo mezzanotte davanti al cimitero di Chignolo; poi, secondo il loro racconto, c’è stato un raduno di ciclisti nordafricani nella zona. Uno di questi si è fermato a guardarli (in effetti vedere due che fanno flessioni dopo mezzanotte davanti ad un cimitero è un po’ strano…), dopo di ché gli ha fatto una smorfia. Vabbe’. Non l’avevano mai visto prima. Quindi non si capisce come abbiano potuto descriverlo visto che aveva un cappellino, una bandana e degli occhiali ( magari da sole, eh?). A mio modesto parere, i due sono stati imboccati. Servivano due “importati” per addolcire la provenienza di Moussa le prevedibili reazioni contro l’immigrazione.

Ps: Naturalmente rimane il mistero del perché abbiano aspettato quasi un mese a presentarsi…

3 Comments

  1. Alfio, nota come sia arrivata al momento giusto la strage famigliare…
    Bianco ed italianissimo …
    ( anche i bianchi italiani delinquono… )

  2. Aggiungo che siamo senza speranza, altro che manifestazioni contro i clandestini…
    Possiamo solo organizzare Pride e cortei di transfemministe …

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*