Racconti fantastici, Racconti horror

Scuola di Antifascismo 5

Spread the love

L’iniziativa di Luigi ebbe un successo straordinario in tutta Europa. Diverse centinaia di aspiranti studenti chiesero di iscriversi ai corsi, tanto che fu aperta una succursale: l’Università Antifascista per Stranieri, affidata alle cure e all’esperienza del Prof. Tomaso Montanari, noto intellettuale televisivo, ospite fisso dei salotti antifascisti radical-chic della Gruber.

Il 1° Ottobre ci fu l’inaugurazione del complesso universitario con il taglio del nastro da parte del Presidente della Repubblica Mattarella e di altre autorità (per il governo partecipò Antonio Tajani, ma fu costretto a fuggire dopo essere stato investito da una pioggia di uova marce). Il Presidente dell’ANPI augurò successo e un radioso avvenire alla nuova università. Erano presenti alla cerimonia quasi mille giornalisti provenienti da tutto il mondo, rappresentanti del mondo della cultura, dei migranti, delle ONG, dei sindacati e dei partiti antifascisti.

Il il 25 Gennaio il primo corso di laurea terminò e i primi 30.000 neo-dottori in Antifascismo, con la pergamena della Laurea in mano e con una corona di foglie di Ulivo in testa, festeggiarono l’ambito traguardo. Il giorno seguente furono tutti assunti dai media nazionali: Rai, Mediaset, La7, Discovery Channel, Sky come inviati e immessi come professori predicatori/apostoli nelle scuole pubbliche e private per portare il verbo antifascista ai bambini e ai giovani. Negli asili e nelle elementari furono inviati i cosiddetti “apostoli” LGBTQ+ che avrebbero dovuto trasmettere nei giovanissimi l’idea del sesso fluido e di come e perché cambiare genere. Anche questa iniziativa didattica fu considerata “cosa buona e giusta” per combattere il fascismo risorgente.

Tutto funzionò alla perfezione. Le uniche resistenze al nuovo vento antifascista vennero come al solito da parte di alcuni partiti del centrodestra. Nel frattempo i neo-inviati delleTV con zainetto in spalla alla caccia di esponenti politici, divennero ben presto sempre più aggressivi con le loro ossessionanti domande: “Lei è antifascista?!“, “Perché non si dichiara antifascista?!“, tanto che alla vigilia del 25 Aprile, una giovane inviata de La7 di Piazza Pulita, dopo aver tirato una microfonata nei denti di un parlamentare di FdI, ricevette dallo stesso una spinta. La giornalista d’assalto, mettendo in atto le tecniche imparate all’Università “Michela Murgia”, si gettò a terra rotolandosi e urlando dal dolore. Disgraziatamente in quel momento passò un ciclista che le rovinò addosso, ferendola ad un dito. La giornalista alla vista del sangue che le colava dal mignolo finse di svenire. Fu chiamata un’ambulanza e fu portata, a sirene spiegate, all’ospedale antifascista Sandro Pertini. Alcuni medici antifascisti la curarono e la ricoverarono con una prognosi di 120 giorni (la ferita era guaribile in 48 ore). Le Tv e i giornali, fiutato l’odore del sangue si gettarono come belve assetate sulla notizia; pubblicarono le foto della giovane nel letto d’ospedale con la maschera d’ossigeno, con le fasciature che le coprivano la fronte e il braccio e il video della spinta, con le immagini volutamente “mosse” e con il sonoro delle imprecazioni del parlamentare e le urla della “vittima” amplificate, secondo una consumata tecnica televisiva antifascista. Si parlò di una vergognosa aggressione fascista proprio alla vigilia sacra del 25 Aprile. Ci furono rabbiose interpellanze parlamentari e richieste di dimissioni del parlamentare di FdI. L’atmosfera si surriscaldò ancor di più quando si venne a sapere che in ciclista investitore, che si era rotto un braccio, alla domanda: “Lei è antifascista?!” aveva sfanculato l’intervistatore, minacciandolo di rompergli i denti.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*