Racconti fantastici, Racconti horror

Scuola di Antifascismo 4

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All’ultimo momento Luigi aggiunse un ottavo corso che gli parve essere importante per completare l’intero spettro del pensiero antifascista: Antifascismo Radical-chic che avrebbe affidato alle cure di due conosciutissimi giornalisti, maestri nella lotta da salotto contro il fascismo: Lilli Gruber e Corrado Augias. Intento era quello di insegnare il bon-ton antifascista a chi non intendeva combattere con i metodi dei Centri Sociali.
Una volta completato il programma didattico, Luigi tornò da Carlotta che spedì il programma definitivo a Elly e al responsabile della Cultura del Partito. Non passò un’ora che iniziò la teleconferenza. La Segretaria si complimentò con Luigi, dicendosi entusiasta dell’iniziativa; disse che aveva inviato copie del programma a New York, a Londra e a Davos.
-Come sapete lì ci sono amici che sicuramente ci aiuteranno dal punto di vista finanziario. Domani avrò la loro risposta.
La teleconferenza si chiuse con reciproci calorosi saluti.

Carlotta suggerì a Luigi di trovare un nome per la futura università.
-Ci vuole un nome evocativo di un personaggio legato al mondo della sinistra antifascista,cancel culture, libertaria, LGBTQ+ , disse Luigi.
-Che diresti di: “Università Antifascista “Michela Murgia“?
-Sarebbe un nome perfetto!, rispose Luigi.

Il giorno seguente Carlotta comunicò a Luigi che gli “amici” d’oltreoceano e di Davos avrebbero sostenuto il progetto con un finanziamento di 100 milioni di euro annui.
Fu trovata una location per l’Università. Una ex struttura industriale nel mezzo della campagna brianzola. Luigi aveva in mente un complesso simile ai campus americani. Era Giugno. Per Ottobre con l’apertura dei corsi doveva essere tutto pronto. Il Comune di sinistra portò acqua, luce, una strada e una linea metro di superfice per i collegamenti. Gli studenti interni avrebbero usufruito di tutti i servizi: palestre, martelli, stanze, mensa, biblioteca etc.
I lavori terminarono a metà Settembre. Ci fu un boom inaspettato di iscrizioni. Circa 30.000 giovani si immatricolarono per seguire i corsi e poi trovare un’occupazione sicura: Il 70% degli aspiranti studenti erano piddini, il resto pentastellati e verdi/sinistra.

Per gli insegnanti non ci furono problemi. Accettarono tutti con entusiasmo i nuovi compiti. Unico problema venne da Scurati. Lo scrittore pretese un compenso di 1800 euro a minuto che facevano 84.000 euro per un’ora di lezione. Ma poi si accontentò, dopo che ebbe ricevuto una strana telefonata da Washington, di 8400 euro l’ora.
Tutto era pronto per l’inizio dell’anno accademico antifascista.

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