Racconti fantastici, Racconti horror

Scuola di Antifascismo 2

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Il giorno seguente Luigi si presentò al segretari* del PD cittadino. “Carlotta” (questo era il suo nome di battaglia ai tempi della militanza LGBTQ+) lo accolse abbracciandolo e baciandolo. Lo fece accomodare su una poltrona, sedendosi di fronte a lui. Accavallò, in modo impudico, le lunghe gambe mascoline e muscolose. Ai piedi portava scarpe rosse lucide con tacco 15. Luigi gli/le spiegò a grandi linee il suo progetto e gli/le porse una cartellina azzurra con dentro lo schema che aveva ideato.

-Leggilo con calma e poi fammi sapere cosa ne pensi.

-Certo Luigi. Stai tranquillo. Lo sai che ho sempre avuto interesse per te e per ciò che fai…

Un brivido corse lungo la schiena dell’uomo…
Parlarono ancora un po’ del più e del meno. Il segretari* terminò la conversazione invitandolo a partecipare al prossimo Gay Pride che il partito stava organizzando a Roma. Poi, cingendolo affettuosamente ai fianchi lo accompagnò alla porta. Passarono poche ore. Luigi era davanti al computer. Lo squillo del telefono lo distolse dalla sua ricerca sul 25 Aprile. Dall’altra parte del filo una voce in falsetto e concitata lo lo travolse:

Luigi, la tua idea è formidabile! Ho inviato il tuo piano agli amici della Direzione a Roma. Tutti vogliono conoscerti! Poi un’ora fa mi ha telefonato Elly. E’ entusiasta! Mi ha comunicato la sua disponibilità totale ed è pronta a contattare persone che possono aiutarci in questa impresa. Persone a livello internazionale molto influenti…
Domani vieni da me e portami il piano completo e definito. Ci collegheremo in video-conferenza con Elly e con tutti gli amici del partito interessati alla cosa. Mettiti subito al lavoro!
Luigi, con in cuore in tumulto corse a preparare il piano definitivo. Iniziò con la durata del corso universitario. Pensò ad una laurea brevissima. Tre mesi, visto il tema, sarebbe stato più che sufficiente per laurearsi in Antifascismo. La laurea avrebbe dovuto essere equiparata in tutto e per tutto ad una laurea statale e il neo-dottore in Antifascismo avrebbe dovuto, attraverso un percorso preferenziale e privilegiato avere libero accesso a tutte le carriere statali e private.

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