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Io cripto fascista smascherato da Fulvio Grimaldi

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Scrive Fulvio Grimaldi

Dopo i Rendez-vous con Alemanno e Simone Di Stefano
FASCISTI IN LISTA
Leggendo il lungo elenco dei candidati alle elezioni europee del 2024, mi ha sorpreso, o meglio annichilito, la presenza in non poche circoscrizioni del camerata Alfio Krancic, noto ex vignettista di quel quotidiano rivoluzionario e antisistema che è il Giornale.
Questo signore, firma autorevole del mensile Visione, si è distinto in quel contesto con una vignetta che dava del ’68 e anni successivi di lotta anti-élite un’immagine grottesca e faziosa – il solito manifestante incappucciato che spara –riducendo a organizzazione terrorista un grande movimento di massa anticapitalista, antimperialista e anti-guerra, che denunciava e contrastava lo Stato delle stragi fasciste. Ovviamente, data la temperie in cui vivono il nostro partito e i suoi intellettuali, nessuno si è peritato di prendere le distanze da quel falso ideologico.
Adesso ci ritroviamo nelle liste questo residuato nero, che non solo si è presentato alle elezioni politiche del 2013 come rappresentante di Fiamma Tricolore, partito riconducibile al rautismo e al razzismo più becero, ma è anche stato inquisito per aver offeso con termini sessisti, riguardanti l’aspetto fisico, una giornalista.
La qual cosa, ovviamente, ci attirerà il voto plebiscitario di tutte le donne italiane.
Faccio appello a tutti gli iscritti che hanno un minimo di correttezza ideologica e a quelli che hanno un passato da difendere e un presente da combattere, di dissociarsi da questa scelta suicida e chiedere ai nostri dirigenti di espungere dalle liste questa persona che non rappresenta la nostra linea politica e soprattutto i valori fondanti del partito.

Premetto: la polemica sul ’68 era finita fra il Grimaldi e me con un amichevole brindisi (virtuale) sulla chat di Visione. Evidentemente, in seguito, il Grimaldi deve averci ripensato e ha deciso di colpirmi alle spalle con una pugnalata postuma. Il perchè non lo so. Probabilmente l’essere stato io candidato in 3 circoscrizioni è stata per lui una notizia indigesta. Chissà. Ma passiamo nel merito delle contestazioni che mi ha mosso.

  1. Il ’68. Il ’68 non fu per me un movimento di massa, ma un movimento elitario partorito dalla borghesia illuminata. Leggere, al riguardo, la celebre poesia di PPP sugli scontri di Valle Giulia, dove rivolgendosi agli studenti li descrive con queste aspre e definitive parole: “Avete facce di figli di papà/ Buona razza non mente/ Avete lo stesso occhio cattivo…”; “Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia Che crea falsi miti di progresso…” cantava Franco Battiato.
    Ritengo che sia stato un fenomeno politico che ha favorito la disgregazione sociale, dei costumi e della convivenza civile. Aprì le porte a derive degenerative quali: il consumo di massa di droghe, la liberazione sessuale, il femminismo, la demolizione dell’idea di famiglia e nazione e del concetto di sovranità nazionale e quindi nella sottomissione degli stati nazionali ad entità sovranazionali. Fenomeni questi che poi sono sfociati nella cultura LGBT, nella pornografia nella ridicola neonata lotta al “patriarcato” etc. Nel ’68 troviamo le radici neo-puritane che oggi si declinano nel politicamente corretto, nel pensiero unico, nel liberismo sfrenato. Last but not least il ’68 fu alla base della crisi del socialismo reale, grazie alla prima rivoluzione colorata della storia: la cosiddetta “Primavera di Praga“. In quanto poi al pacifismo, basta guardare chi sono stati i fautori delle guerre NATO di fine e inizio secolo. Tutti ex-sessantottini Clinton, Tony Blair, Jospin, D’Alema etc. Fra i neocon nostrani filo-sionisti e fautori delle guerre contro l’Iraq, la Libia, l’Iran ci sono gli ex di L. C. Giuliano Ferrara, Carlo Panella e i berlusconiani Paolo Liguori, Tony Capuozzo ed altri. Inoltre, secondo il Grimaldi, la mia lettura del ’68 è stata “faziosa e grottesca del solito incappucciato che spara…” . Invece fu anche questo. Fu una fucina di futuri terroristi, perchè se è vero che non tutti i sessantottini sono stati terroristi, è anche vero che tutti i terroristi sono stati sessantottini.

2. Elezioni del 2013. Mi furono proposte 3 candidature: FdI, Fiamma Tricolore, e Casa Pound. Romagnoli segretario di FT mi telefonò mi propose personalmente di presentarmi come candidato in Friuli V.G. Lo feci anche perchè la giudicavo un’esperienza nuova e interessante. Non ero iscritto a quel partito né a nessun altro.

Infine all’antifascista Fulvio Grimaldi, voglio ricordare che in una intervista su You Tube parla della sua amicizia con Claudio Volontè e con il fratello Gian Maria Volontè. Claudio, che concluse la sua vita tragicamente, suicidandosi, non pare fosse un modello di antifascismo. Anzi…E così, en passant, aggiungo due notizie al mio curriculum, che in passato non avevo mai reso note e che sicuramente faranno felice il Grimaldi.

La prima immagine è quella del libretto di mio padre che attesta la sua partecipazione alla Guerra di Liberazione nella 43a Divisione Proletaria Istriana; la seconda è la foto del monumento celebrativo dell’eccidio di Tican in Istria, dove venne ucciso l’11 Settembre 1943 il fratello partigiano di mia madre, Paolo Laganis, mentre cercava con i suoi compagni di fermare una colonna motorizzata tedesca. I morti furono 84. Il suo nome è inciso, con quello degli altri partigiani, sulla lastra di marmo posta all’inizio del complesso monumentale. E anche se sono stato un figlio e un nipote (politicamente) “degenere” , ho sempre guardato con affetto e ammirazione alla loro vita e alle loro scelte. Come vede, compagno Grimaldi, sotto questo profilo ho delle carte da giocare. E sono carte pesanti.

3. Offese sessiste. Ho solo risposto ad una maligna sequenza fotografica postata da Alessandro Meluzzi su Twitter in modo, lo riconosco, poco elegante e irrispettoso e di cui mi sono scusato sia privatamente sia personalmente in tribunale durante un’udienza del processo che mi vede imputato per diffamazione. Attendo la conclusione del processo per quest’anno, dopo 7 anni di udienze.

4. Collaborazioni. per quanto riguarda la mia collaborazione con Il Giornale non ho niente di cui vergognarmi. Solo ultimamente, a causa delle mie posizioni no-vax e filo-russe, i rapporti non erano gli stessi. Del resto alla fine di Settembre sono stato licenziato in tronco.

Detto questo, posso tranquillamente respingere le accuse che contengono un malcelato intento delatorio. Sono a posto con la mia coscienza. Come tutti ho compiuto errori nella vita che ho sempre pagato, tuttavia non li rinnego perché sono stati fatti in buona fede e non hanno arrecato danni agli altri e questo mi rende sereno.

Buona fortuna Fulvio Grimaldi.

20 Comments

  1. Bella risposta Alfio !
    ( ma non credere che gli attacchi contro di te siano finiti )

  2. Bravo. La democrazia sul proletariato. Io ho fatto il 68 con in classe alcuni che erano sempre in manifestazioni e/o scioperi. Io entravo a scuola sempre. Dovrei ancora avere scritto in qualche libro la frase ” imperialismo americano ancora lui” per dire quanto non li sopportavo. Comunque gli antimperialisti hanno avuto grandi vantaggi nella loro vita. La soddisfazione più grande è che sono invecchiata meglio di loro. Io abito in Umbria altrimenti l’avrei votata. Sulla simpatia:-)

  3. Luigi Graziani

    non potevi scrivere meglio di come hai fatto!
    il ’68 ha partorito solo delle aberrazioni culturali, in primis il 6 politico di cui attualmente ne vediamo i fulgidi effetti.

  4. STEFANO CARDARELLI

    A proposito di Pasolini e del ’68 segnalerei un’altra poesia, bellissima, contenuta nella raccolta Trasumanar e Organizar e che si intitola La Poesia della Tradizione. In quei versi Pasolini fornisce un documento, più approfondito ed esteticamente mirabile, sul ’68. Credo che qui non ci sia tecnicamente lo spazio per riproporla.

  5. STEFANO CARDARELLI

    Se non ci sono limiti di “caratteri” nei messaggi inviati posso copiarla qui. E’ un pò lunga ma vale la pena conoscerla.

  6. Oltretutto, caro Krancic, pur non avendo mai condiviso quasi nessuna delle sue convinzioni e posizioni l’ho sempre seguita nella sua attività professionale con simpatia ritenendola una persona perbene. Che è quasi il massimo che si possa dire di un uomo…

  7. L’ antifascista Fulvio Grimaldi, prima di passare a Lotta Continua, fu membro del PNF e fondatore della sezione del MSI di Nervi. Certi attacchi da parte sua mi sembrano piuttosto fuoriluogo, una sorta di ipercompensazione.

  8. Tutta la mia solidarietà per gli attacchi personali portati ad un uomo del tuo spessore che si conferma anche dal tenore delle tue repliche pacate e ragionate. Avanti così contro il male di questa nostra società!

  9. LETTERINA- caro grimaldi, le sue invettive contro la larvata riforma calderoli volte a tutelare l’unità del paese hanno sottratto a byoblu un ascoltatore. il sottoscritto.

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