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I figli malati della sinistra

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Vorrei sollecitarvi a leggere questo articolo illuminante di Diego Fusaro sull’ ultima campagna di lotta della sinistra nei riguardi del fantasma del patriarcato. Come ebbi modo di scrivere dopo l’uccisione di Giulia Cecchettin, la riesumazione del patriarcato, morto e sepolto dal tempo del mitico ’68, fa parte di un disegno concepito a sinistra per sviare e scrollarsi di dosso la responsabilità di una società che ha rifiutato il padre/nomos per giungere ad una deriva libertaria e nihilista dove tutto è concesso, eccetto dissentire dalle loro farneticazioni.

Diego Fusaro

Sarebbe colpa del patriarcato, se fossimo negli anni trenta o quaranta. Ma dato che siamo nel 2023, la colpa non può essere del patriarcato, non più esistente. Dagli anni sessanta il capitalismo abbandona la forma patriarcale repressiva per passare a una nuova figura non meno repressiva, quella del capitalismo di consumo liberal-progressista. Quest’ultimo – Pasolini docet – non si fonda sulla forza repressiva del maschio e del padre ma al contrario sull’indebolimento di ogni legame e sull’annichilimento della figura del padre in quanto simbolo della legge. Il capitalismo liberalprogressista di libero consumo e di libero costume è per sua essenza anomico e senza padri, abitato solo da eterni bambini in cerca del godimento deregolamentato e tali da concepire la libertà in forma puberale come abbattimento di ogni legge e di ogni tabù. In questo, e non certo nel patriarcato, devono semmai essere cercate le radici dei crimini di cui tanto si discute in questi giorni.

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