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Finis Populismi

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Quello che sarebbe potuto diventare un esperimento politico di estrema importanza in Europa, è miseramente finito. Le responsabilità sono molteplici e non possono essere addossate unicamente ai due movimenti (Lega e M5S) che nel 2018 dettero vita ad all’alleanza giallo-verde che pareva avere le capacità e la forza di scardinare l’incancrenito sistema politico italiano, ancora oggi incardinato sull’asse post-comunista e i post-democristiano. Questa protuberanza maligna della 1a Repubblica ha dimostrato che qualsiasi tentativo di cambiare le cose è destinato a fallire, perché oltre alle vecchie forze politiche confluite nel PD, esso si basa sulle istituzioni (Presidenza della Repubblica), sulla magistratura, sui sindacati, sulla cultura, sui media etc etc. Dall’altra parte c’è il popolo con l’unica arma in mano: la scheda elettorale. Ma non basta. Infatti alle elezioni politiche del 2018 i due partiti “populisti” ottennero oltre il 51%. La maggioranza assoluta. Ma avere la maggioranza assoluta non è sufficiente Le difficoltà iniziarono subito. Il buon Mattarella bocciò subito la proposta di nomina del prof. Savona a Ministro dell’Economia. Bruxelles non lo gradiva. Il boccone amaro fu inghiottito. Poi a remare contro si misero i sabotatori. All’interno dei due movimenti le quinte colonne del Sistema, di destra (Giorgetti , Fedriga, Zaia & Co) e di sinistra (Fico, Spadafora & Co), si misero in moto per sabotare l’alleanza. Salvini, Conte e Di Maio ci misero del loro. Le elezioni europee del 2019 fecero saltare il tappo. Salvini, ottenuto il 34%, in preda all’euforia perse il controllo e iniziò a dare i numeri. Dette il “meglio” di sé nelle performance canoro-balneari a base di mojito e cubiste al Papeete. “Qualcuno” gli suggerì che doveva capitalizzare quel 34% che aveva in saccoccia; doveva chiedere le elezioni politiche anticipate. Questo “Qualcuno” lo convinse a far saltare il tavolo ché Mattarella gli avrebbe offerto le elezioni anticipate su un piatto d’argento. Salvini cadde nella trappola come un tonno. Gli sarebbe bastato conoscere i fondamentali della matematica per capire che il M5S+PD potevano comodamente raggiungere la maggioranza assoluta in parlamento. Andò così. Mattarella fece il gesto dell’ombrello a Salvini e dette mandato a Conte per formare il nuovo governo M5S-PD. Da quel momento la stella di latta di Salvini iniziò a discendere. La pandemia, l’entrata nella maggioranza governativa a guida PD e la guerra in Ucraina hanno fatto il resto. Anche il M5S dilaniato da lotte interne e cannibalizzato dal PD, si sta lentamente spegnendo. L’antico asse catto-comunista ha vinto un’altra volta. Il pericolo sovranista-populista è sistemato. Qualcuno pensa che l’anima governista e draghiana della Lega, una volta tolto di mezzo Salvini, possa ridare forza al movimento. Sì, ma dovrà accontentarsi del mitico 3/4%. I fasti salviniani del 2019 non torneranno più. Quella Lega è morta e sepolta.

5 Comments

  1. Purtroppo la tua analisi è giusta.
    Ci sarebbe voluto uno di intelligenza almeno normale ( al posto di Salvini ), ma dove trovarlo ?

  2. Gianni Fava
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    Commentare una debacle (seppur ampiamente prevedibile) come quella di domenica per un sedicente leader di partito è quantomeno complicato. L’arte di trovare degli appigli per cercare di migliorare un risultato disastroso agli occhi degli elettori, un mestiere ingrato. E per farlo servono degli specialisti della comunicazione del rango di chi ha concepito questo delirante comunicato. Sarà per questo che menti semplici come la mia faticano a trovare una sintesi efficace della situazione. Ciò non toglie che mi permetto sommessamente di dare qualche suggerimento non richiesto agli estensori del comunicato in perfetto stile cinema-luce: io al posto loro avrei evidenziato che questa volta si può finalmente parlare di un successo di salvini e della sua linea in realtà. Del resto ci sono i segni evidenti nei numeri del materializzarsi del suo sogno: quello del partito unico nazionale! L’ha cercato e l’ha ottenuto. Bravo. Anzi bravissimo! E come altro definire la situazione di omogeneità elettorale che si è venuta a creare. In effetti guardando bene ormai i numeri della Lega salviniana sogno gli stessi da nord a sud. Anzi a Catanzaro è andata forse meglio che a Verona, a Messina meglio che a Como e a Palermo quasi meglio che a Padova. Visto in questo modo si tratta di un successo evidente. La fine dell’insulso e obsoleto partito di territorio e la nascita di un nuovo soggetto nazionale e sovranista tanto desiderato. Qualcuno dal palato difficile potrebbe obbiettare che sono risultati scarsi ovunque, ma volete mettere la soddisfazione di dirsi partito nazionale ? O no ?
    MARTEDÌ 14 GIUGNO 2022 11.22.46
    SALVINI
    Comunali, Lega: risultati positivi per liste volute da Salvini
    Comunali, Lega: risultati positivi per liste volute da Salvini ‘Prima l’Italia’ unica di centrodestra che vince a Palermo e Messina Roma, 14 giu. (askanews) – “Risultati positivi per le liste volute da Matteo Salvini a Palermo, Messina e Catanzaro. Nella città dello Stretto, la lista Prima l’Italia è l’unica formazione di centrodestra ad aver sostenuto il sindaco vincente e ha superato il 5%”. E’ quanto sottolinea la Lega. “Risultato significativo anche a Palermo: cinque anni fa la Lega si attestava intorno all’1% e ora – a spoglio incredibilmente non ancora concluso – ha superato il 5%. Notizie positive anche da Catanzaro, dove il candidato sostenuto da Prima l’Italia sarà al ballottaggio. Nel Comune calabrese, le liste di ispirazione salviniana sono due e sono le più votate tra quelle a sostegno del candidato sindaco: Alleanza per Catanzaro è sopra il 7% e Prima l’Italia supera il 6%”, si conclude. Cos 20220614T112200Z

    Martino Mora
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    ·
    Che la linea di Giancarlo Giorgetti, sposata da Salvini, avrebbe portato la Lega alla quasi autoestinzione elettorale, era cosa facilmente prevedibile. Non puoi allearti con Draghi (e votare le sue nequizie) dopo avere per anni inveito contro il sistema, i banchieri e la finanza. Perdi qualsiasi credibilità. Lo capirebbe un bambino.
    Ora l’unica scialuppa di salvataggio per Salvini sarebbe usare il metodo Bossi: espellere immediatamente Giorgetti e compagnia dalla Lega, e uscire dal governo. O uscire dal governo e poi espellere Giorgietti, il signor Aspen, la cui linea è ovviamente incompatibile con qualsiasi opposizione al sistema pluto-sinistroide. Non credo che avverrà.
    La storia della Lega del dopo Bossi sarà ricordata come la storia di chi, credendosi furbo senza esserlo, ha sperperato un’enorme occasione, una chanche gigantesca, spingendosi fino al suicidio politico.
    Gli dei accecano coloro che vogliono perdere.

  3. MLaura Morini

    Lucida ed esauriente analisi; sono perfettamente d’accordo.

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