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Alba Nera 2

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Alle 4,45 del mattino i primi paracadutisti presero terra nei dintorni di Roma, altri occuparono la Rai a Saxa Rubra. Una compagnia, grazie ad una soffiata giunta nei giorni precedenti ai servizi russi, circondò una villa nelle vicinanze di Torpignattara, dove si sarebbe tenuto un corso di aggiornamento dei quadri del PD sul capitalismo finanziario e le tecniche finanziarie di Wall Street e della City tenuto dal celebre Alan Friedman. Con un colpo di fortuna i parà avrebbero messo le mani su buona parte della cupola piddina. Fu la deputata Deborah Serracchiani, che soffriva d’insonnia a vedere alle prime luci dell’alba i primi paracadute toccare terra. Spaventata, alla vista dei militari, temendo un golpe, andò a svegliare il compagno Fiano il quale in pigiama scese fuori a vedere cosa stava succedendo. Un parà vedendolo gli intimò di fermarsi. Un urlo lacerò l’aria: “Mamma li russi!!!” Fiano con un balzo felino rientrò nella villa inseguito da una scarica di kalashnikov. Il rumore degli spari svegliò i deputati e le deputate. Enrico Letta, il segretario, udì provenire dall’esterno ordini secchi in russo. Cercò di telefonare per capire cosa stesse accadendo, ma i cellulari e il telefono fisso non funzionavano. Capì che la situazione era seria. Senza porre tempo in mezzo, dall’armadio tirò fuori la sua valigia. Dentro vi era un set pretesco che comprendeva un clergyman, un abito talare da monsignore con saturno, scarpe nere con fibbia e calzini rossi e un saio francescano. Optò per l’abito da monsignore.. Dopo essersi travestito, uscì da una porta secondaria, impartendo la benedizione ad un paio di militari che risposero facendosi il segno della croce. In tal modo guadagnò la strada che portava fuori dalla villa, mentre all’interno dell’edificio i parà procedevano all’arresto degli esponenti piddini. Anche Deborah Serracchiani, vestita da cappuccetto rosso con due fiocchetti nei capelli, i calzettoni bianchi, sandalini, e un panierino con la merenda, riuscì a svicolare. Gli altri si esibirono in squallidi tentativi di rifarsi una verginità politica dichiarando di essere sempre stati filo-russi e pro-guerra all’Ucraina. La Lorenzin si esibì un penoso tentativo di ingraziarsi i militari cercando di cantare Kalinka in un russo maccheronico. Una raffica di kalashnikov verso il soffitto, pose termine al pietoso tentativo. Piero Fassino in trance si avventurò in alcune profezie che pre-vedevano la sconfitta della Russia e la vittoria della Nato. I parà, conoscendo le doti profetiche di Fassino, accolsero i vaticini come un ottimo auspicio.

3 Comments

  1. Luca Baiguini

    Splendida 🥰🥰🥰

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