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Dossier sui filo-putiniani.

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Nella foto Johnny Riotta. Famoso giornalista americano.

Il messaggio lanciato dal Corriere con la lista dei filo-putiniani, non fa presagire niente di buono. Si comincia sempre così, demonizzando chi non è allineato alla propaganda ufficiale. In un secondo momento si passa a metodi coercitivi e di detenzione. A questi, normalmente, si arriva quando si è in guerra. Ora siamo ad una fase di cobelligeranza, di pre-guerra, ma oltrepassare la linea rossa che separa la pace dalla guerra è questione di un attimo, dopodiché coloro che avranno espresso opinioni contrastanti con il governo, finiranno in campi di prigionia. E non crediate che le democrazie non usino questi metodi. Durante la 2aGM in Gran Bretagna i capi (Sir Oswald Mosley) e moltissimi militanti del movimento fascista britannico finirono in campi di detenzione, alcuni morirono in strani incidenti stradali o aerei, idem negli Stati Uniti.

3 Comments

  1. Otello Pedini

    I cittadini USA di origine giapponese furono deportati, e solo Reagan adottò misure riparatorie

  2. Il Covid ha dato la stura ed ora non si fermano piu’ , la Costituzione ormai e’ carta straccia nel complice silenzio istituzionale ahime’. Aggiungo alle note storiche a commento del post che anche gli immigrati italiani subirono vessazioni ed internamento, negli Stati Uniti, in Australia ed in Brasile. In Australia addirittura rimasero fino agli anni cinquanta.

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