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Campione nel salto mortale della quaglia con avvitamento a destra e ritorno al nido natio.

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Be’, diciamolo, Federico Rampini aveva fregato moltissimi di noi con le sue affermazioni eretiche e controcorrente sulla sinistra buonista, sull’immigrazione, sulla pandemia, su Trump etc. Ricordo ancora lo stupore e l’imbarazzo di tanti conduttori televisivi “de sinistra” che ascoltavano le sue argomentazioni e il panico che suscitavano in loro. Pareva uno dei molti intellettuali progressisti, improvvisamente impazziti, in fase di trasformazione e trasmigrazione verso sponde conservatrici e anti-establishment. Questa sensazione è svanita con l’inizio della guerra in Ucraina. Da buon “americano“, il canuto giornalista, dalle inutili bretelle, ha fatto un salto a ritroso ed è tornato sulle posizioni di partenza. Nell’ultima trasmissione di Porro, ha sbeffeggiato chi osava sostenere che la guerra in Ucraina era stata provocata e voluta dagli americani e che veniva combattuta dagli USA per “procura”. Proseguiva dicendo che i suoi connazionali (ha la cittadinanza americana) non sono interessati ad intervenire nel conflitto che Washington non vuole l’escalation etc. etc.. Insomma, la “libera uscita” del soldatino Rampini è finita. E’ rientrato in caserma ed ora combatte al fianco di Biden& Co. Datemi retta e non fidatevi: un radical chic è per sempre!

3 Comments

  1. Spero non sia il tuo caso, Alfio.

    Quelli che portano (abitualmente) papillon e bretelle mi sembrano mezziuomini.

  2. E’ persona intelligente non c’e’ dubbio e questo significa che; 1) lo hanno velatamente ricattato 2) gli hanno promesso qualcosa non si spiega altrimenti

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