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Giornalisti spie e propagandisti.

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Ricordate la polemica dei giorni scorsi sui giornalisti russi che partecipavano ai talk italiani, accusati di essere al servizio della propaganda di Putin se non addirittura delle spie dei servizi segreti russi? Da cosa nasceva questa rappresentazione? Semplice. Dal fatto che non parlavano male di Putin e del loro paese.

Ebbene, stasera mi è sorto un dubbio: ma i giornalisti americani, tipo Edward Luttwack, Alan Friedman e l’ultimo acquisto di Formigli, la premio Pulitzer Anne Applebaum, che vanno per la maggiore nei talk de La7-Rai-Mediaset, a nessuno è mai venuto in mente che per la loro narrazione atlantista, totalmente filo-Biden, e naturalmente russofoba possano essere propagandisti pagati dal Deep State o addirittura agenti della CIA?

Pensateci…

2 Comments

  1. Non si tratta di ipotesi astratte, basta ricordare la testimonianza del giornalista Udo Ulfkotte il quale confesso’ che la quasi totalità dei suoi colleghi tedeschi lavorava più o meno direttamente per la cia-mossad e che lui stesso era stato avvicinato in più’ occasioni. Era malato, ma il caso volle che da li a breve passò a miglior vita.

  2. Il consigliere presidenziale ucraino Mikhailo Podolyak ha definito la resistenza dell’Azovstal le “Termopili del XXI secolo”. Un evento che ha “cambiato il corso della guerra”. Il tacco12, da parte sua, ha annunciato che non ci sarà trattativa senza la liberazione degli “eroi”.
    Ora aspettiamoci che tutto il mondo democratico chieda a gran voce la liberazione degli eroi citati , vedrete che sentiremo anche Draghi e Mattarella a reti unificate e LaRepubblica partirà con una raccolta di firme.

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