Articoli

Chicche da “La Stampa”…

Spread the love
Droni turchi Bayaraktar

L’ironia del soldato ucraino sul drone russo che non ha niente di russo

L’Orlan-10 è un drone utilizzato dall’esercito russo. Il velivolo non ha pilota e svolge missioni di ricognizione: il suo compito principale è fotografare le aree che sorvola. È stato usato in Siria e in Libia, e ora anche in Ucraina da quando la Russia ha invaso il Paese lo scorso 24 febbraio.

In questi mesi diversi esemplari di Orlan-10 sono stati abbattuti o danneggiati dalle forze ucraine, che hanno poi recuperato i droni per studiarli più da vicino. Quello che hanno scoperto è che l’Orlan-10 non utilizza tecnologie sofisticate e soprattutto non usa nessuna singola parte tecnologica fabbricata o sviluppata in Russia. Il drone scatta le sue foto grazie a una fotocamera prodotta dalla multinazionale giapponese Canon.

Ufficialmente il prezzo dell’Orlan-10 sarebbe di 80mila/120mila dollari. Ma i soldati ucraini che hanno sezionato e analizzato i droni catturati, sostengono che un velivolo del genere, viste le apparecchiature che utilizza, non dovrebbe costare più di 3mila dollari.

In questo video, il militare ucraino che descrive il drone fa ironia sulla “spiritual staple” che è diventata popolare, in Russia, dopo che Putin ha usato questa espressione, in una conferenza stampa del 2012, per lamentarsi della scarsa “unione spirituale” del popolo russo.

Quindi i russi, secondo l’house organ degli Elkan, si farebbero fregare sul prezzo come turisti qualsiasi che si fanno rifilare il classico “pacco” a Forcella? Droni che costano 3.000$ loro li pagano 120.000$. Chissà cosa diranno ora i contribuenti e gli oligarchi russi… Poi il giornale diretto da Massimo Giannini, ci rende edotti che i russi non hanno il know how per costruire un drone. Comprano i componenti, poi con il libretto delle istruzioni li montano in modo approssimativo e superficiale, tant’ è che spesso gli avanzano viti, staffe, rotelle etc. Insomma La Stampa fa propria l’ironia del militare ucraino convinta di contribuire alla lotta anti-russa sminuendo le capacità intellettuali e tecniche dei russi. Certo sarebbe divertente chiedere ai redattori del quotidiano torinese se conoscono la provenienza degli armamenti Ucraini: dai Sukhoi 25, ai carri armati T72, ai kalashnikov etc. I luoghi di fabbricazione e di origine dei missili anticarro Javelin, dei sistemi di guerra elettronica, dei satelliti Usa-Nato che hanno contribuito a guidare i missili Neptune (o Harpoon made in GB) che hanno affondato il Moskva, dei droni (turchi), degli 800 milioni di $ di armamenti made in USA. Chissà cosa risponderebbero…

One Comment

  1. Di Battista prof di Comunicazione politica: tre ore di corso a 39 euro per “imparare le strategie per la campagna elettorale”
    (da LaRepubblica) questa è una bella notizia e viene voglia di iscriversi.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*