Racconti vari

Quelli della Biblioteca 6

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A Settembre con la ripresa degli studi, ricominciò la vita di cazzeggi e spassi nella Biblioteca. Intendiamoci, studiavamo anche, tant’ é vero che a ottobre detti un esame che mi procurò immensa soddisfazione: Istituzioni di Diritto Romano. Insegnava questa materia il celebre politico, studioso, ex-sindaco di Firenze già allora in odore di santità: Giorgio la Pira. Dovete sapere che il professore non era un buonista, come la fama lo a dipinto a posteriori, né tantomeno buono. Santo sì, ma non fesso. Nella sua materia era rigoroso, anzi pretendeva il massimo dagli studenti. Le sue lezioni in aula erano frequentatissime e non parlava mai dalla cattedra, ma scendeva fra i nostri banchi declamando e gesticolando, ispirato, la sua materia. Le sue sessioni di esame erano un dramma. Molti, ai suoi cazziatoni, preferivano rimandare la prova a tempi migliori. Capitai in una di quelle mattine, dove il professor fra urli e strepiti buttava fuori gli studenti in massa. La ragione? La loro scarsa conoscenza del LATINO. Sul latino era irremovibile. Pretendeva che si sapessero a memoria brani dei giuristi Papiniano, Celso etc: «Ius praetorium est quod praetores introduxerunt adiuvandi vel supplendi vel corrigendi iuris civilis gratia propter utilitatem publicam; e soprattutto pretendeva che gli studenti conoscessero il senso di questi brani. La maggior parte di loro veniva dalle medie “riformate” e da scuole superiori “tecniche” dove il latino non era insegnato. Io, fortunatamente, avevo frequentato l’ultimo anno delle “vecchie” medie dove venivamo introdotti allo studio della lingua di Cicerone, e imparavamo non solo la declinazione scolastica di rosa-rosae, ma in 3a media facevamo versioni in Italiano di capitoli del De Bello Gallico di Cesare o traducevamo poesie di Tibullo o Virgilio. Insomma, mica bruscolini. Per farla breve mi sedetti di fronte a lui. Risposi abbastanza bene alle sue domande e alla fine calai l’asso del brano di Papiniano di cui sopra, in perfetto latino e con tanto di spiegazione dello stesso. Un sorriso illuminò il volto del professore. “Finalmente!” e rivoto agli altri studenti disse loro: “Così ci si presenta all’esame di Diritto Romano. Andate prima a studiare il latino e poi presentatevi!” Trenta! L’unico trenta della mattinata. Tornai alla Biblioteca raggiante e andammo insieme a festeggiare al bar con il seguito di ragazze e amici.

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