Alfio, Racconti vari

Quelli della Biblioteca Nazionale 2

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Erano i Pavoni tre fratelli (ed una sorella). Parevano tutti e tre usciti da uno spaghetti-western. Barba semi-incolta, capello biondastro, occhi azzurri, alti e fisico asciutto. Facevano strage di cuori femminili ed erano i boss del pianoterra. Insieme a loro c’era Giovanni M. che sarebbe poi diventato un noto giornalista e direttore di un importante gruppo editoriale e che ritroveremo in seguito. Avevano al loro servizio una corte di galoppini e adulatori che li seguivano sempre come fanno i pesci-pilota con gli squali. Naturalmente fra noi e i Pavoni non correva buon sangue. Anzi. L’equilibrio del terrore che si era instaurato fra noi, durò per un po’. Lo scontro inevitabile avvenne quando nella sala di lettura apparve Diana, una studentessa canadese. Alta, bionda, occhi azzurri, fisico da atleta. Una visione! Fu naturalmente circondata dalle attenzioni dei Pavoni, in particolare da quello che noi chiamavamo Sartana. La cosa ci infastidì. Se fossero riusciti a conquistare il cuore della bella canadese per noi sarebbe stata una sconfitta. Francesco R. quando la vide perse la testa e dette fuori da matto. Cercò ogni strada per mettersi in mostra con lei e sottrarla a Sartana. La sua mente vulcanica concepì vari escamotage, fra i quali quello di pubblicare un bollettino ciclostilato – di cui potete vedere una copia sotto il titolo – . Il bollettino conteneva, oltre racconti fantastico-satirici scritti da Francesco R. e Gualtiero M. sulle avventure dell’amico per conquistare il cuore di Diana anche delle strisce illustrate (dal sottoscritto) che raccontavano l’ uragano d’amore che aveva investito Francesco R. Le pubblicazioni ebbero l’effetto sperato. Francesco R. conquistò il cuore della bella canadese la quale con grande scorno dei Pavoni salì al nostro tavolo, entrando nel nostro gruppo, mentre i bollettini ciclostilati, distribuiti gratuitamente sui tavoli, ebbero un successo straordinario. Tant’è che il capo-sala (che impersona nelle illustrazioni Nettuno), li trovò divertentissimi e avutene tutte le copie li fece catalogare e conservare, dovrebbero essere tutt’ora consultabili. Da quel giorno la lotta fu destinata a continuare.

Segue

2 Comments

  1. Leonardo Gennusa

    Interessante il ‘bollettino’ ciclostilato. Mi ha fatto tornare alla mente che alla fine degli anni ’70, non avendo mai dimenticato quegli affascinanti ciclostilati ‘politici’ che 8-10 anni prima venivano distribuiti all’ingresso del liceo, comprai usato un vecchio ciclostile a manovella Gestetner, di quelli che si inchiostravano spremendo sul rullo il tubetto di inchiostro oleoso, e lo utilizzai per stampare un centinaio di copie di un opuscolo illustrativo di un convegno organizzato dal circolo di fan di fantascienza di cui ero socio, e poi per inviti a feste e modulistica personale, anche con uso di matrici elettroniche da disegni, fatte fare in copisteria. Altri tempi. Ora con pc e stampante non ci si sporca, si fa più in fretta e si ha un risultato migliore, ma con molto meno fascino!

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