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Guerre democratiche asimmetriche

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Se si seguono i talk sui media mainstream molti avranno capito che è inutile ragionare con i padroni della narrazione. Hanno sempre ragione e se sono in difficoltà, in mano hanno sempre un asso da buttare sul tavolo. Quale? Ma la democrazia of course!. Si combattono le guerre per esportare la democrazia, per abbattere i dittatori e gli autocrati, per liberare i popoli dall’oppressione. Esempio: “bisogna fermare l’autocrate Putin, altrimenti chissà dove arriverà”. A parte che questa affermazione non è suffragata da nessuna prova, semmai abbiamo la prova provata che se c’è qualcuno che è arrivato dove ha voluto, questa è la NATO che in 30 anni è giunta ai confini russi. Ma questo, nella logica dei difensori del metodo atlantista non conta. Quindi un dittatore o un autocrate è nel torto a prescindere. I democratici hanno fatto stragi in Afghanistan, Iraq, Siria, Libia? Roba del passato. Ora non conta. C’è una guerra scatenata da Putin. Chiuso ogni discorso sul passato. Altro asso in mano ai demo-atlantisti è il fatto che le democrazie non hanno mai fatto le guerre contro altre democrazie. ERRORE! Non hanno fatto guerre convenzionali, ma guerre sotterranee ne hanno fatte a bizzeffe: vogliamo ricordare la guerra informale che gli USA fecero nel 1973 contro la democrazia cilena di Allende attraverso le loro pedine cilene? Costo: 30.000 desaparicidos; vogliamo parlare della “guerra” degli anni di piombo supportata da centri NATO con attentati, omicidi e creazione di bande terroristiche in Italia? O quella contro la 1a Repubblica di Craxi e Andreotti scatenata dalla magistratura italiana al servizio, come molti sostengono, del Deep State americano? Tutti sanno che dopo la caduta del Muro di Berlino la classe politica italiana non serviva più. Occorreva farla fuori e fu scelto il metodo giudiziario. Una guerra sotterranea da manuale. Funzionò magnificamente. E l’uccisione di Moro non fu un atto di guerra? Quanti morti eccellenti in quegli anni: Bisaglia, Della Chiesa, Pecorelli, i testimoni di Ustica…Le guerre fra democrazie si fanno in questo modo: non si mandano i bombardieri, ma si mandano avvertimenti esplosivi: tipo far saltare in aria una stazione , abbattendo un DC9 dell’aviazione civile, mettendo una bomba su un treno…Poi ci pensano i servizi segreti del paese aggredito al servizio della Nato a depistare… Certo i padroni della narrazione sono abili, ma basterebbe un po’ di memoria storica e un po’ di senso critico per metterli in difficoltà.

One Comment

  1. Già.
    E chi è rimasto a dire NO a Nato, massoneria americana, Soros e soci ????
    Praticamente nessuno che possa solo sperare di avere, un giorno, il potere.

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