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La rilevazione di Supermedia Agi/Youtrend: stabili gli altri partiti, con il Pd al vertice (21,5 per cento) seguito da Fratelli d’Italia (20,7%)31 MARZO 2022 ALLE 16:43 

Manca ancora un anno alle prossime elezioni politiche (???), ma in vista del 2023 anche i partiti minori iniziano a sgomitare per un posto tra le preferenze degli italiani. E rosicchiano percentuali entrando di diritto nei sondaggi. La principale novità del sondaggio di Supermedia Agi/Youtrend di questa settimana è la comparsa del partito Italexit dell’ex grillino Gianluigi Paragone che si attesta al 2 per cento delle preferenze degli elettori.

Nel sondaggio di alcuni giorni fa di Swg per il Tg La7 al vertice figurava Fratelli d’Italia, mentre per Supermedia Agi/Youtrend al primo posto c’è il Pd di Enrico Letta con il 21,5 per cento di preferenze, ma il partito di Giorgia Meloni è comunque in seconda posizione con uno scarto di 0,35 punti (20,7%). La Lega perde lo 0.2 per cento e si ferma al 16,5 mentre il Movimento 5 Stelle, complice forse la strategia di Giuseppe Conte sul no alla spesa militare, guadagna lo 0,1 (13,5 per cento). Silvio Berlusconi dopo il matrimonio simbolico con Marta Fascina fa guadagnare a Forza Italia lo 0,2 per cento (per un totale di 8,4 punti percentuali), mentre Italia Viva (-0,3), Azione/+Europa (-0,1), Verdi (-0.3) e Sinistra italiana (-0,1) perdono qualcosa. (Repubblica.it)

Sono due anni che i sondaggi girano intorno queste cifre: nonostante la dittatura sanitaria, le restrizioni dei diritti civili, la Costituzione stracciata ed ora la guerra con le conseguenze nefaste che avrà sul nostro futuro e sulla nostra economia, considerata la scellerata scelta di campo che la cupola politica italiana, ha fatto preferendo il Comico di Kiev a Putin, viene spontaneo chiedersi: come diavolo fanno i partiti ad avere ancora così ampio consenso fra l’elettorato. Forse una spiegazione esiste. I sondaggi non tengono conto delle astensioni che a parere di molti analisti stanno crescendo in modo enorme. Quindi è comprensibile che il PD abbia il 21% dei voti su un 30% dei votanti. Se si contasse l’astensione al 70%, quel 21% del PD equivarrebbe ad uno striminzito 8,7% dell’elettorato ; idem per FdI. Il 16, 5% della Lega diventerebbe un 7% (a due passi dal mitico 3% delle origini), poco meno il M5S. FI sarebbe al 3,3%. Praticamente un disastro. Facile avere questi numeroni senza contare le astensioni…

S.E.&.O.

PS Spero di non avere fatto un ragionamento ad cazzum canis. La matematica la mastico poco. Se ho sbagliato mi corriggerete.

4 Comments

  1. Si potrebbe, volendo, conteggiare l’astensione.
    Se il partito MELA , con il 100 per 100 di votanti, ha diritto a 30 eletti ; con il 70 per 100 di astenuti ne prenderebbe solo 10.
    Il numero degli eletti sarebbe variabile e proporzionale a quanti si sono recati alle urne. ( sarebbe anche un risparmio).

  2. Caro Alfio, per chi vota PD , chi ha la mentalita’ di “sinistra” il voto e’ un atto di fede (obbedienza cieca , pronta , assoluta come diceva Guareschi), qualsiasi cosa faccia il “partito” va bene, per estensione vale a tutti i lobotomizzati di regime … purtroppo

  3. ragionamento con poco senso. le elezioni sono valide anche se votano solo gli abitanti di un condominio. e quelli eletti dal condominio rappresentano tutti. non entro nel merito se è giusto così, ma questa è la regola

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