Racconti fantastici

Le Profezie del Ragno Nero

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Mentina stava per concludere il suo Tg quando sentì un frastuono e degli urli provenire dal corridoio. Non fece a tempo a capire il perché del trambusto quando una decina di armati fece irruzione nello studio. Pensò ad un golpe ma quando senti gli ordini urlati da due soldati che con le canne dei loro AK mimavano il gesto di alzare le mani, capì che quei soldati erano russi. Un pallore cereo sbiancò il suo volto. Poco prima aveva pronunciato una filippica contro la Russia e Putin, definendolo dittatore. Il sangue gli si gelò nelle vene. Poco dopo nella stanza furono portati i big de La7: Formiglione, Grubberi, Vloris e Zoro, pallidi come lenzuoli. Un soldato porse al conduttore un foglio e gli ordinò di leggerlo rivolto verso le telecamere.

Il direttore, balbettando riuscì a leggere il testo. Era il proclama di Putin che invitava gli italiani e gli europei ad unirsi all’Armata Russa per liberare tutta l’Italia e il continente. Poco dopo nelle strade e nelle piazze iniziarono caroselli di gioia. Notizie dicevano che dopo aver travolto le difese ucraine, le truppe stavano dilagando in tutta Europa accolte come liberatori. Un reparto di cosacchi, nei giorni che seguirono, abbeverò i propri cavalli nella fontana di San Pietro. L’Antipapa Francesco fuggì in Patagonia. Reparti speciali di spetsnaz erano stati paracadutati sulle principali città per occupare areoporti e radio-tv e centri nevralgici. In poche ore avevano preso: Rai, La7 e Mediaset; inoltre erano stati occupati il Quirinale, Palazzo Chigi, il Parlamento e il Viminale. Un migliaio di politici erano stati arrestati e radunati nello Stadio Olimpico. Il giorno seguente centinaia di giornalisti si aggiunsero ai politici. Moltissimi piangevano, altri si inginocchiavano chiedendo pietà. Alcuni fra di loro offrirono di rivelare i nascondigli dei loro colleghi o di fare la spia. Fra gli squallidi brillarono gli ultravax che fino al giorno prima avevano chiesto leggi ancora più severe verso i novacs. 24h dopo enormi Antonov cominciarono a fare la spola fra Roma, Milano per portare nella regione siberiana di Irkutsk le migliaia di prigionieri. Alcuni di loro, fra i giornalisti e politici più faziosi, furono invece mandati nell’isola di Goli Otok, conosciuta come l’Isola del Diavolo, negli anni ’50 e ’60 celebre gulag titino. L’isola era rinomata per il suo clima estremo: per essere sferzata d’inverno dal gelido vento di Bora e d’estate per il caldo micidiale dovuto ad un sole implacabile e al terreno pietroso privo di vegetazione e di alberi. Pietre che di notte rilasciavano il calore immagazinato il giorno, impedendo il benché minimo refrigerio. Nell’isola furono destinati: Formiglione, Deldibbio, Mentina, Floriss, Vespone, Brindisi, Claus Favi, Cecco Pavone, Felese, Gilletto, ed altri; fra le donne Grubberi, Merlina, Pennella, Palombellina, Ranzullina ed altre. L’ isola ospitò anche tutti i virostar e le virostar che avevano imperversato per tre anni. Il soggiorno a Goli Otok non fu tuttavia apprezzato dai reclusi. Dopo un anno, infatti, tutti fecero domanda di trasferimento in Siberia. Furono accontentati. Di loro non si seppe più nulla.

4 Comments

  1. Treppiede a due piedi

    E Dragoncello? E Disperanza? E Silergy? E tutti i politici dell’oppofinzione?

  2. روزي روزي

    Ah aha hahhah 😀 troppo forte!

  3. ma va a cagare!!!!!

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