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Quando i virostar stavano in corsia…

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Negli anni 2015/2016 A.C. (Ante Covid), quando da Novembre-Marzo imperversavano le epidemie influenzali che puntualmente arrivavano dall’Oriente, mediamente venivano colpite 8/9 milioni di persone. Immancabilmente i media parlavano di corsie di ospedale al collasso, terapie intensive e rianimazioni strapiene etc. Insomma il solito refrain che ci accompagnava tutti gli inverni. 4/5 mesi di fuoco con mediamente 50/60mila contagi al giorno e un’ottantina di decessi quotidiani per complicazioni respiratorie. Certo che se uno moriva di cuore e aveva l’influenza, la morte veniva attribuita a problemi cardiaci non certo come ora al Covid, e la stessa cosa valeva per tumori, diabete e quant’altro. Ma l’interrogativo che mi frulla in testa è questo: se all’insorgenza dell’influenza, il Ministero della Sanità (è ovviamente una pura ipotesi di scuola) avesse disposto un protocollo di cura a base di “tachipirina e vigile attesa” quanti morti avremmo avuto ogni anno? Risposta: sicuramente una strage.

2 Comments

  1. Sempre dalla mia “Vaccineide” di prossima pubblicazione.

    Il virologo da salotto

    Di magnifica apparenza,
    del sapere morchia e scoria,
    non è primo per la scienza,
    ma primissimo per boria.

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