2 Comments

  1. wik
    L’etimologia del termine cocktail non è chiara, esistono tuttavia diverse ipotesi sulla sua origine:

    potrebbe derivare dai termini inglesi cock (gallo) e tail (coda), forse per il fatto che verso il 1400 nelle campagne inglesi si beveva una bevanda variopinta ispirata ai colori della coda del gallo da combattimento;
    potrebbe derivare dal termine francese coquetier, un contenitore per uova che veniva usato a New Orleans per servire liquori durante il XIX secolo;
    potrebbe essere una distorsione dal latino [aqua] decocta, cioè acqua distillata;
    potrebbe derivare dalla leggenda che narra di una nave di ricchi inglesi che, approdando in Sud America, festeggiavano bevendo liquori europei e succhi tropicali mescolati con una colorata piuma di gallo;
    nel 1600-1700 i marinai inglesi approdavano nel porto di Campeche in Messico, dove veniva loro servita una bibita mista con all’interno una radice o erba che i locali in lingua spagnola chiamavano “coda di gallo” (cola de gallo). Da lì cock-tail;
    potrebbe derivare da una leggenda medioevale per la quale l’inizio della giornata era segnato dal canto del gallo, mentre la fine da una bevanda alcolica. Segnando la fine della giornata venne chiamata l’usanza “cock-tail”, nonché coda di gallo.

  2. wik

    In origine questa spia britannica si sarebbe dovuta chiamare James Secretan,[2] poi Fleming, che cercava un nome semplice, fu colpito da quello dell’autore di un libro di ornitologia che aveva fra le mani: James Bond appunto.
    ——————————
    https://www.ifioridelmale.it/articoli/james-bond-non-era-lui

    Lo 007 letterario ha infatti diversi tratti caratteriali più da criminale psicopatico che da supereroe: fuma settanta sigarette al giorno (come lo stesso Fleming), ama smodatamente il gioco d’azzardo, e ha una personalità nervosa, tormentata, torva, violenta e, alle volte, indiscutibilmente instabile. I suoi celeberrimi incontri amorosi con quelle che saranno poi chiamate le Bond Girls sono spesso molto poco romantici: il Bond letterario vive il sesso in modo distaccato, al limite della violenza e della morbosità. Il suo aspetto fisico, citando gli stessi romanzi di Fleming, è quello di un uomo di circa 37 anni con una vistosa cicatrice su una guancia che “Somiglia a Hoagy Carmichael, ma c’è qualcosa in lui di freddo e spietato” o che “Certamente ha una bella presenza. I capelli neri ricadono sul suo sopracciglio destro. Ma c’è qualcosa di crudele nella sua bocca e i suoi occhi sono freddi”.

    Tra i tanti tratti che Fleming proietta su questo suo alter ego letterario vi è il gusto per lo stile e l’eleganza.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*