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Finirà male?

PISTOLE E SCATOLETTE
Prepararsi al resettone

ANDREA CECCHI
Nov 3

Ricordo che a fine 2011 questo report di UBS fece un certo scalpore: https://financialpost.com/investing/ubs-advice-for-a-euro-collapse-tinned-goods-small-calibre-weapons

Leggere notizie catastrofiste su blog di finanza indipendenti è una cosa; leggerle sulle previsioni economiche di UBS, ha certamente un altro peso. I report ufficiali delle grandi case d’investimento, sono redatti dai maggiori economisti all’interno delle banche per incoraggiare gli investitori nelle loro scelte su come destinare l’impiego dei loro patrimoni e non certo per spaventare i clienti. Invece Larry Hathaway, nel report di cui parla l’articolo linkato, prevede un collasso dell’Eurozona e consiglia si, di comprare beni rifugio come i metalli preziosi, ma consiglia anche, senza mezzi termini, di fare scorta di cibo in scatola e di armi e munizioni. Capito bene? UBS, Union Bank of Switzerland consiglia di comprare armi!

La scorsa settimana il Time Magazine è uscito con questa copertina che tanti hanno già notato e condiviso:

Senza possibilità di equivoco, i “lavori in corso” raffigurati dagli operai e tecnici sulla scaffalatura intorno al globo terrestre, iniziano proprio con lo smontaggio dell’Eurozona meridionale, che si stacca insieme ad una porzione di Africa.

Non credo che le due cose siano scollegate, ma penso che sia più probabile interpretarle come una progressione di eventi già previsti da tempo, come ci aveva segnalato, avvertendoci in anticipo, il report di UBS del 2011.

A che punto siamo adesso? Non buono. Diciamo ad un 18% del lavoro da fare che a quanto pare deve iniziare da qui e noi in Italia siamo tra i “fortunati prescelti”.

Quello che bisogna assolutamente aver capito adesso è che la maggiore conseguenza di quello che chiamano Grande Reset, sarà soprattutto un reset intellettuale. Non sarà possibile farcela senza una lucida presa di coscienza ed una crescita interiore della propria persona.

In questo momento di grande incertezza prevale la paura. Anche io ho una paura da morire. Me la faccio sotto. Ma bisogna reagire e capire come cercare di resistere nella maniera migliore anche perché le cose da qui in poi andranno ancora peggio.

Il nemico è invincibile: dispone di tutte le armi, tutti i soldi e tutti i mezzi d’informazione. Noi non sappiamo molto di lui, ma egli ci conosce benissimo. In questo momento siamo gravemente attaccati sotto il profilo economico che è quello che ci fa più paura insieme alla morte. Alcune categorie di lavoratori sono già state praticamente annientate.

La progressione andrà avanti con fasi alterne. Come sul tavolo delle torture come quello con la manovella che allunga le membra. Ad ogni giro di manovella, ci si adatta alla nuova condizione sperando che la sofferenza subita fino a quel punto sia stata sufficiente a soddisfare il sadismo del boia. Ma è un illusione. Il periodo di riposo serve solo ad aumentare il dolore nel successivo ciclo di tortura che arriverà all’improvviso e in modo brutale. Adesso siamo al primo giro di manovella. Ancora gli arti sono attaccati al corpo, i tendini non si sono strappati, e i danni sono ancora riparabili. Se ci liberiamo qui, con un po’ di riabilitazione e con impegno, riusciremo ancora a riprenderci e a tornare in forma. Quindi speriamo di riuscirci, con una presa di coscienza collettiva che rifiuti questo diabolico piano.

Perché purtroppo, il prossimo giro di manovella potrebbe essere molto brutto. Chi adesso ha perso il lavoro, chi non ha risparmi e chi è già disperato non potrà sopportare il prossimo ciclo di tortura, ovvero quando inizierà a galoppare l’inflazione. Non solo inizierà un prolungato ciclo inflattivo, ma esso sarà accompagnato dalla scarsità di tutti i beni di prima necessità ed inizierà il razionamento e la lotta per accaparrarsene. Molti non ce la faranno. Sarà orribile. Quanto orribile? Come i film degli zombie o roba del genere. Ecco a cosa serviranno le armi consigliate da UBS.

Il colpo di grazia arriva sempre dopo aver indebolito il soggetto da sopprimere. Come nella Corrida. Il povero toro viene prima ferito da picadores e banderilleros per la lenta agonia e poi arriva il matador.

In ogni caso, il mondo è arrivato davvero ad un punto critico. Non si può negare che un cambiamento di paradigma sia necessario, per rimettere sotto controllo le maggiori problematiche quali l’ambiente, la demografia e il sistema economico debitorio. Non si tratta di un solo problema, ma di un colabrodo di problemi che è molto difficile da gestire. Quindi bisogna anche capire che oltre a liberarci dalla tortura, bisogna anche essere pronti a proporre un sistema alternativo rispetto a quello attuale. Un sistema più giusto per le persone e per l’ambiente. Da questo punto di vista sono perfettamente d’accordo con Malvezzi, ma bisogna evolversi intellettualmente,come umanità nel suo complesso, sennò non c’è speranza.

Il problema maggiore nasce da un modello economico impostato sulla crescita perpetua esponenziale, quindi impossibile. Il grande reset dovrebbe risolvere quello prima di tutti gli altri perché altrimenti non c’è soluzione. Dubito che lo farà perché chi è al vertice del sistema economico non vorrà mai mollare questo privilegio, fino alla fine, incluso la propria.

Messo davanti al dilemma di questa matassa inestricabile, Il grande investitore Jim Rogers che ha 78 anni ha detto: “se diventassi io il re del mondo, rassegnerei le dimissioni e mi darei alla macchia”.

La tempesta sta arrivando. Fino a ora è stata una brezza. Bisogna prepararsi per bene e forse ce la faremo. Mi sembra una buona idea seguire il consiglio di Jim Rogers e di trovarsi un “macchia” ovvero un posticino tranquillo e possibilmente auto sufficiente, per attraversare questo momento di cambiamento epocale e come suggerisce UBS, magari convertire qualche euro in metallo prezioso e scorte di cibo potrebbe rivelarsi vitale. In quanto alle armi, io non ci riesco. Meglio pregare.

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2 Comments

  1. l’immagine usata per rappresentare la censura non è proprio esatta: le orecchie sono libere!
    (diversamente dal simbolo delle tre scimmiette, che però non rappresentano la censura ma l’autocensura “saggia”)
    se la bocca è bloccata si può rispondere? sì ! con le mani!
    (nel senso del linguaggio dei segni 🙂 )

  2. wik
    Queste tre scimmie insieme danno corpo al principio proverbiale del “non vedere il male, non sentire il male, non parlare del male”. I loro nomi sono “Mizaru”, “scimmia che non vede il male”, “Kikazaru”, “scimmia che non sente il male” e “Iwazaru”, “scimmia che non parla del male”. A volte è rappresentata una quarta scimmia insieme alle altre, questa, “Shizaru” simboleggia il principio del “non compiere il male” e può essere raffigurata con le mani incrociate.

    Esistono molteplici significati attribuiti a queste scimmie e al loro proverbio, associati all’essere di buon pensiero, di buona parola e di buone azioni. Le tre scimmiette che si tappano con le mani rispettivamente gli occhi, le orecchie e la bocca, sono rappresentate in una cornice di legno nel santuario di Toshogu a Nikko. Insieme le tre scimmie erano le guardiane simboliche del mausoleo dello Shogun Tokugawa Ieyasu a Nikkō.

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