Alfio

L’Anticristo c’è già…

Riflettevo sui tempi che viviamo: Chiesa allo sbando nelle mani di un papa eretico che si genuflette al mondo; pandemia indotta che ci costringe a vivere in casa e ci preclude ogni libertà; trionfo del libertarismo LGBT, dell’ideologia genderista; Grande Reset con tutte le sue stazioni che ci avvieranno verso un mondo nuovo di miseria e di sofferenza; movimenti fatti da fanciulli dementi che blaterano di clima; immigrazione incontrollata che servirà per la futura sostituzione etnica e la cancellazione delle differenze razziali in ottemperanza al Piano Kalergi; presidenti eletti grazie a spudorati brogli elettorali. Insomma uno scenario degno dell’Anticristo. Ma dov’è l’Anticristo? Qualcuno l’ha visto? Le tradizioni ce lo hanno sempre presentato come un principe o un uomo carismatico e affascinante che sa incantare le folle con il suo eloquio e i suoi discorsi dal contenuto pacifista e buonista. Ma in giro non c’è. O perlomeno non è visibile. Ecco dunque la riflessione: e se l’Anticristo fosse un’Idea o meglio un’Ideologia? Quell’Idea che da secoli corrode i fondamenti della società intesa come aggregazione di individui legati da una religione, una visione politica comune, da vincoli di sangue e di cultura? Dal 1700 questo Serpente si snoda e scivola attraverso i giorni e gli anni, spargendo il suo veleno. Iniziò ufficialmente la sua opera dissolutrice nel 1789 con la Rivoluzione Francese, continuò con Napoleone; proseguì con le rivoluzioni liberali dell’Ottocento che spazzarono via gli ultimi regni basati sul “trono e l’altare” per sostituirli con stati accentratori laici e massonici. Il Serpente anticristico continuò la sua opera scatenando la 1a Guerra Mondiale che fu levatrice della Rivoluzione Bolscevica. In contrapposizione nacquero per reazione i fascismi che, inconsapevolmente e contro i loro intenti divennero una sorta di contro-rivoluzione laica. Con lo scatenamento della 2a GM il Serpente dette una nuova spinta e linfa alla Rivoluzione che non mancò di scoppiare nel ’68 sovvertendo i costumi e le regole del vivere comune.Una Rivoluzione libertaria che avrebbe aperto il Vaso di Pandora contenente tutte le deviazioni sessuali e di comportamento sociale. Di questo sovvertimento e dei pericoli insiti nel sessantottismo ne ebbero sentore solo pochi intellettuali (Pier Paolo Pasolini, Augusto del Noce, Evola e pochi altri). Oggi siamo giunti quasi al capolinea dell’opera devastatrice dell’Anticristo: tutto è permesso, mancano all’appello ancora poche deviazioni sessuali: incesto, pedofilia. In quanto a quel che resta della società, grazie alla Pandemia nata da un virus creato in laboratorio e sparso per il modo, si obbligano le persone, per evitare il contagio e spargerlo, a vivere isolati e rinchiusi in casa; quindi niente più socialità; vietato ritrovarsi, discutere organizzarsi. Niente più sindacati o partiti politici.Siamo di fronte all’atomizzazione della società Tutto finito. Ci ritroveremo soli e senza nessuna arma per difenderci.Siamo in balia di un potere kafkiano invisibile e terrorizzante.

Siamo giunti quindi quasi al termine. Il raggiungimento dei fini del Serpente anticristico è quasi completato, ma poiché noi sappiamo che “Portae inferi non praevalebunt”, dobbiamo avere fede. Quando avverrà? Nessuno lo sa con precisione,ma la sensazione che la cerniera dei tempi sta aprendosi, è percepita dalle menti più sensibili e avvertite. Questione di anni. Prima di allora dovremo bere l’amaro calice fino in fondo. Poi sarà la volta nostra.

One Comment

  1. migrazione incontrollata:
    a destra ci si preoccupa quasi solo del conflitto etnico/economico (che pure è molto problematico);
    a sinistra si esalta la sostituzione etnica verso i popoli a bassa natalità da parte di popoli con natalità altissima (e contemporaneamente si piange per l’ecologia), ma forse andrebbe messo maggiormente in evidenza il fatto che un esodo massiccio dai popoli fertili costituisce un grande incentivo alla loro fertilità, col risultato di aumentare il sovrappopolamento della terra, che è forse la causa principale dei problemi ecologici
    (ma naturalmente i fenomeni a lungo termine interessano meno di quelli a breve)

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