2 Comments

  1. C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
    anzi d’antico: io vivo altrove, e sento
    che sono intorno nate le viole.

    sì, gli aquiloni! È questa una mattina
    che non c’è scuola. Siamo usciti a schiera
    tra le siepi di rovo e d’albaspina.

    Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza,
    risale, prende il vento; ecco pian piano
    tra un lungo dei fanciulli urlo s’inalza.

    S’inalza; e ruba il filo dalla mano,
    come un fiore che fugga su lo stelo
    esile, e vada a rifiorir lontano.

    … – Chi strilla?

    Sono le voci della camerata
    mia: le conosco tutte all’improvviso,
    una dolce, una acuta, una velata…

    A uno a uno tutti vi ravviso,
    o miei compagni! e te, sì, che abbandoni
    su l’omero il pallor muto del viso.

    Sì: dissi sopra te l’orazïoni,
    e piansi: eppur, felice te che al vento
    non vedesti cader che gli aquiloni!

    Tu eri tutto bianco, io mi rammento.
    solo avevi del rosso nei ginocchi,
    per quel nostro pregar sul pavimento.

    Oh! te felice che chiudesti gli occhi
    persuaso, stringendoti sul cuore
    il più caro dei tuoi cari balocchi!

  2. chissà se i commenti invisibili sono i più intelligenti…

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