5 Comments

  1. sì, le contromanifestazioni sono un controsenso: difatti, le faceva anche Cazzone per guadagnare spazio sui giornali. l’anno scorso, sono stato ben impressionato dal prefetto di Prato. ha autorizzato un corteo di forza nuova per il 25 aprile, quindi una manifestazione chiaramente non agiografica. poi ha accettato i fischi dell’estrema sinx. .
    ps il fumetto Dago richiama il romanzo picaresco. disegnato da Gomez è una favola. guarda se ne recuperi le atmosfere

  2. ovviamente SE , ad un mio accenno, ha replicato ocn la versione integrale della poesia del Giusti. ritieniti onorato, giacchè il copia e incolla proviene dall’Augusta Pagina in questione:
    Michele Gaslini
    .
    Girella (emerito
    Di molto merito),
    Sbrigliando a tavola
    L’umor faceto,
    Perde la bussola
    E l’alfabeto;
    E nel trincare
    Cantando un brindisi,
    Della sua cronaca
    Particolare
    Gli uscì di bocca
    La filastrocca.
    Viva Arlecchini
    E burattini
    Grossi e piccini:
    Viva le maschere
    D’ogni paese;
    Le Giunte, i Club, i Principi e le Chiese.
    Da tutti questi
    Con mezzi onesti,
    Barcamenandomi
    Tra il vecchio e il nuovo,
    Buscai da vivere,
    Da farmi il covo.
    La gente ferma,
    Piena di scrupoli,
    Non sa coll’anima
    Giocar di scherma;
    Non ha pietanza
    Dalla Finanza.
    Viva Arlecchini
    E burattini;
    Viva i quattrini!
    Viva le maschere
    D’ogni paese,
    Le imposizioni e l’ultimo del mese.
    Io, nelle scosse
    Delle sommosse,
    Tenni, per ancora
    D’ogni burrasca,
    Da dieci o dodici
    Coccarde in tasca.
    Se cadde il Prete,
    Io feci l’ateo,
    Rubando lampade,
    Cristi e pianete,
    Case e poderi
    Di monasteri.
    Viva Arlecchini
    E burattini,
    E Giacobini;
    Viva le maschere
    D’ogni paese,
    Loreto e la Repubblica francese.
    Se poi la coda
    Tornò di moda,
    Ligio al Pontefice
    E al mio Sovrano,
    Alzai patiboli
    Da buon cristiano.
    La roba presa
    Non fece ostacolo;
    Ché col difendere
    Corona e Chiesa,
    Non resi mai
    Quel che rubai.
    Viva Arlecchini
    E burattini,
    E birichini;
    Briganti e maschere
    D’ogni paese,
    Chi processò, chi prese e chi non rese.
    Quando ho stampato,
    Ho celebrato
    E troni e popoli,
    E paci e guerre;
    Luigi, l’Albero,
    Pitt, Robespierre,
    Napoleone,
    Pio sesto e settimo,
    Murat, Fra Diavolo,
    Il Re Nasone,
    Mosca e Marengo;
    E me ne tengo.
    Viva Arlecchini
    E burattini,
    E Ghibellini,
    E Guelfi, e maschere
    D’ogni paese;
    Evviva chi salì, viva chi scese.
    Quando tornò
    Lo statu quo,
    Feci baldorie;
    Staccai cavalli,
    Mutai le statue
    Sui piedistalli.
    E adagio adagio
    Tra l’onde e i vortici,
    Su queste tavole
    Del gran naufragio,
    Gridando evviva
    Chiappai la riva.
    Viva Arlecchini
    E burattini;
    Viva gl’inchini,
    Viva le maschere
    D’ogni paese,
    Viva il gergo d’allora e chi l’intese.
    Quando volea
    (Che bell’idea!)
    Uscito il secolo
    Fuor de’ minori,
    Levar l’incomodo
    Ai suoi tutori,
    Fruttò il carbone,
    Saputo vendere,
    Al cor di Cesare
    D’un mio padrone
    Titol di Re,
    E il nastro a me.
    Viva Arlecchini
    E burattini
    E pasticcini;
    Viva le maschere
    D’ogni paese,
    La candela di sego e chi l’accese.
    Dal trenta in poi,
    A dirla a voi,
    Alzo alle nuvole
    Le tre giornate,
    Lodo di Modena
    Le spacconate;
    Leggo giornali
    Di tutti i generi;
    Piango l’Italia
    Coi liberali;
    E se mi torna,
    Ne dico corna.
    Viva Arlecchini
    E burattini,
    E il Re Chiappini;
    Viva le maschere
    D’ogni paese,
    La Carta, i tre colori e il crimen laesae.
    Ora son vecchio;
    Ma coll’orecchio
    Per abitudine
    E per trastullo,
    Certi vocaboli
    Pigliando a frullo,
    Placidamente
    Qua e là m’esercito;
    E sotto l’egida
    Del Presidente
    Godo il papato
    Di pensionato.
    Viva Arlecchini
    E burattini,
    E teste fini;
    Viva le maschere
    D’ogni paese,
    Viva chi sa tener l’orecchie tese.
    Quante cadute
    Si son vedute!
    Chi perse il credito,
    Chi perse il fiato,
    Chi la collottola
    E chi lo Stato.
    Ma capofitti
    Cascaron gli asini;
    Noi valentuomini
    Siam sempre ritti,
    Mangiando i frutti
    Del mal di tutti.
    Viva Arlecchini
    E burattini,
    E gl’indovini;
    Viva le maschere
    D’ogni paese.
    Viva Brighella che ci fa le spese.

  3. ci mancava solo masaniello

  4. carina la voce chioccia!

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