Alfio

La Seconda Ondata. Breve racconto horror.

La seconda ondata: breve racconto horror

Fu alla fine di Novembre, dopo che vennero effettuate vaccinazioni di massa con il nuovo vaccino prodotto da Bill Gates, che in Europa e in altre parti del mondo si accesero focolai di nuova e letale epidemia. A differenza del Covid-19, il virus era totalmente mutato. Questa volta non colpiva i vasi sanguigni e le vie respiratorie, ma i centri nervosi e conduceva alla pazzia. I primi casi avevano messo in mostra nei soggetti colpiti un’aggressività omicidiaria. Pareva che i tutti freni inibitori e psicologici fossero saltati. I contagiati colpivano e spesso massacravano i congiunti e i vicini divorandoli. Quelli che non morivano o erano venuti a contatto con loro, venivano a loro volta contagiati. Gruppi di infettati iniziarono ad aggredire persone per le strade e nelle piazze. Chi non moriva, andava ad ingrossare le fila dei “pazzi”, cosi cominciarono ad essere chiamati. Per sopravvivere gli infetti si nutrivano di carne. Di qualsiasi tipo. Quella che preferivano era tuttavia quella umana. Alcuni contagiati furono catturati e sedati. Portati negli ospedali per essere osservati, non fu possibile comprendere le cause della “pazzia”. Si capì solo che il contagio avveniva attraverso il sangue, la saliva e per via aerea. L’incubazione era brevissima: 12/24 ore. Le autorità decisero un look-down strettissimo. Per le strade fu inviato l’esercito con l’ordine di sparare verso chiunque avesse violato le regole. Il coprifuoco partiva al calar del sole e durava fino all’alba. I “pazzi” agivano soprattutto durante la notte. Visto che le persone non potevano uscire, fu chiesto a chi non era contagiato di mettere alla finestra un panno bianco. Ogni segnale bianco corrispondeva ad una famiglia. I militari lasciavano dentro i portoni le quantità di cibo liofilizzato e di acqua necessarie per ogni nucleo familiare. Ma non sempre il servizio era assicurato. Questo faceva sì che molti uscivano di casa in cerca di cibo o magari di medicine anche se tutto era chiuso. Qualcuno riusciva ad entrare nei supermercati chiusi da settimane e a trovava qualche scatoletta o qualche confezione alimentare non ancora saccheggiata, ma spesso, questi coraggiosi, cadevano vittime dei “contagiati” e se non morivano si trasformavano in “pazzi”. Una volta tornati a casa, e terminata l’incubazione infettavano i famigliari e i vicini. Anche molti militari e uomini delle forze dell’ordine furono contagiati. La situazione nelle grandi città, con il passare dei giorni divenne insostenibile. Ai primi di dicembre su sospesa l’erogazione della corrente elettrica. Ogni forma di comunicazione terminò. Niente internet, Tv e telefoni.Fu il panico. I “pazzi” continuavano a sciamare per le strade in cerca di vittime da uccidere o divorare. Nelle case cominciò a scarseggiare il cibo e il freddo, quell’anno particolarmente rigido, nonostante le catastrofiche previsioni degli ambientalisti del global warming che profetizzarono un inverno caldo, convinse i più a tentare una sortita. Attraverso segnali luminosi fra palazzo e palazzo o attraverso passaparola, fu deciso di tentare la sorte piuttosto che morire di fame e di freddo nelle case. Dove si sarebbero diretti? Nessuno lo sapeva. Ormai le città erano fuori controllo. Tutti speravano di raggiungere l’esercito schierato, così si diceva, intorno alle città. Si armarono di bastoni, coltelli e chi aveva un’arma si mise ai lati della fiumana che via via si ingrossava lungo le strade. Branchi di “pazzi” simili lupi affamati si gettarono su questa fiumana umana aggredendola da ogni lato. Il richiamo della carne fresca e del sangue era troppo forte. Molti “pazzi” furono uccisi, ma molti altri riuscirono ad uccidere o ad infettare centinaia di uomini, donne e fanciulli. Questa folla lentamente riuscì ad uscire dalle città ma fu falcidiata, inseguita da torme di contagiati. Camminarono per giorni, ma dell’esercito non vi era traccia. Sfiniti dalla fame e dal freddo la maggior parte si lasciò andare e fu finita dai “pazzi”. Solo pochi riuscirono a raggiungere le montagne e l’esercito, trovando la salvezza.

6 Comments

  1. luca odorizzi

    Liberamente tratto da “Io sono leggenda”

  2. Monia De Moniax

    eh Tu ci scherzi…

  3. fino a pochi mesi fa sembrava che il genere post-apocalittico fosse esausto dopo the walking dead…
    sigh

  4. A me ricorda L’Eternauta.

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