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Lombardia massacrata

Alcuni amici se la sono presa con me perché ho pubblicato al foto del governatore Fontana che Blondet ha inserito nel suo articolo. D’accordo, non è una foto encomiastica, diciamo che è irriverente. Molto irriverente. Ma chi fa satira non può scandalizzarsi di fronte a certe immagini. In secondo luogo peccato che coloro che mi hanno criticato non abbiano letto l’articolo di Blondet. Avrebbero capito molte cose. Cose che da tempo anch’io vado ripetendo. Domande inevase tipo: perchè cremare i morti; da dove vengono le foto terroristiche di camion dell’esercito che portano via le bare durante la notte; perché e chi aveva sconsigliato le autopsie sui morti di Covid-19? Perché dopo le autopsie effettuate al Sacco di Milano e al Giovanni XXIII di Bergamo che avevano evidenziato che le morti erano dovute a microtrombosi , si è tenuta la notizia sottotraccia? Queste domande, oltre che pormele io, dovevano essere poste con forza dalle autorità regionali lombarde. Io non ho sentito niente. Voi?

2 Comments

  1. Come porti i capelli bella blonda

    Tu li porti alla bella marinara

    Tu li porti come l’onda

    Tu li porti come l’onda

    Ma come porti i capelli bella blonda

    Tu li porti alla bella marinara

    Tu li porti come l’onda

    Come l’onda in mezzo al mar.

  2. Qui cominciavano i guai anche per don Ferrante. Finche non faceva che dare addosso all’opinion del contagio, trovava per tutto orecchi attenti e ben disposti: perché non si può spiegare quanto sia grande l’autorità d’un dotto di professione, allorché vuol dimostrare agli altri le cose di cui sono già persuasi. Ma quando veniva a distinguere, e a voler dimostrare che l’errore di que’ medici non consisteva già nell’affermare che ci fosse un male terribile e generale; ma nell’assegnarne la cagione; allora (parlo de’ primi tempi, in cui non si voleva sentir discorrere di peste), allora, in vece d’orecchi, trovava lingue ribelli, intrattabili; allora, di predicare a distesa era finita; e la sua dottrina non poteva più metterla fuori, che a pezzi e bocconi.
    – La c’è pur troppo la vera cagione, – diceva; – e son costretti a riconoscerla anche quelli che sostengono poi quell’altra così in aria… La neghino un poco, se possono, quella fatale congiunzione di Saturno con Giove. E quando mai s’è sentito dire che l’influenze si propaghino…? E lor signori mi vorranno negar l’influenze? Mi negheranno che ci sian degli astri? O mi vorranno dire che stian lassù a far nulla, come tante capocchie di spilli ficcati in un guancialino?… Ma quel che non mi può entrare, è di questi signori medici; confessare che ci troviamo sotto una congiunzione così maligna, e poi venirci a dire, con faccia tosta: non toccate qui, non toccate là, e sarete sicuri! Come se questo schivare il contatto materiale de’ corpi terreni, potesse impedir l’effetto virtuale de’ corpi celesti! E tanto affannarsi a bruciar de’ cenci! Povera gente! brucerete Giove? brucerete Saturno?
    His fretus, vale a dire su questi bei fondamenti, non prese nessuna precauzione contro la peste; gli s’attaccò; andò a letto, a morire, come un eroe di Metastasio, prendendosela con le stelle.

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