Racconti fantastici

“5 Luglio. Ultima puntata

14ª puntata


Nella piazza che si affaccia sul lago una moltitudine di curiosi e di armati si avvicinò
agli autoveicoli. Fra gli altri anche una folta troupe della famigerata trasmissione
“Anno Zero”, guidata da Santoro in persona, dal fido Ruotolo e dal il vignettista Vauro,
con il fazzoletto rosso al collo. Una soffiata (del “colonnello” Pisapippa) aveva
avvertito l’anchorman che sul lago e in quel paese, sarebbe accaduto qualcosa di storico.
Le telecamere, con un elicottero, erano giunte colà per documentare l’avvenimento. Sarebbe
stato lo scoop del secolo.
Due sostituti procuratori, armati di tutto punto saltarono sui camion per controllare gli
occupanti.
Ad un tratto uno dei due urlò. «Eccolo è qui!»
Una decina di partigiani seguiti dalla troupe annozerina si precipitarono verso il mezzo.
Pochi istanti dopo, Berlusconi fu costretto a scendere in mezzo ad una folla ostile e urlante.
Scortato dalla Tv fu portato nel municipio, dove avrebbe subito un pre-processo davanti alle
telecamere. Travaglio, Santoro e Vauro iniziarono a interrogarlo, mentre gli operatori
riprendevano la scena.
Un giudice salì sul camion di Alfred e osservò gli occupanti. Poi si avvicinò ad uno di essi
ed esclamò: «Michela Vittoria Brambilla, siete in arresto!» La donna alzò il volto, pronta al
peggio. Alfred afferrò la sua pistola e la puntò alla nuca
del giudice-partigiano.
L’uomo alzò le mani.
«Cosa credi di fare brigante verde?! Arrenditi e consegnami la ministra!»
La risposta arrivò sotto la forma di un poderoso colpo con il calcio del kalashnikov sulla
nuca che fece stramazzare a terra il giudice-partigiano.
Gli uomini di Alfred lo presero e lo incerottarono, e dopo averlo legato come un salame
lo misero in una cassa per munizioni, coprendolo con nastri di mitragliatrici.
Michela sussurrò al suo salvatore un “grazie” che valeva un futuro.
Altri due giudici si affacciarono al portellone del camion.
«Dov’è il nostro compagno?»
«Ha già controllato ed è sceso un attimo fa…»disse il tenente.

Calderoli contò i suoi uomini. Erano una cinquantina. L’idea era quella di assaltare il
municipio, ma Alfred gli fece notare che sui tetti c’erano un paio
di mitragliatrici puntate su di loro. «Come ci muoviamo, ci fanno secchi…»
I minuti passarono carichi di tensione, fino a che una camicia verde indicò ad Alfred alcuni
puntini neri in cielo provenienti da nord. L’ufficiale prese il binocolo e inquadrò gli oggetti.
«Elicotteri!» esclamò.
Rimase a guardare i veivoli che si stavano avvicinando. Erano una decina.
«Sono Mi24 russi!»
In pochi minuti i grandi veivoli furono sopra la piazza. Lo spostamento d’aria causato dalle
pale e il terribile frastuono fece fuggire la gente.
Dai portelloni furono calate delle funi, lungo le quali decine di “spetsnaz” si calarono a terra
e sui tetti.
Un ufficiale russo chiese dove fosse stato portato Berlusconi.
Alfred indicò il municipio.
«Tamo!» urlò il comandante ai suoi uomini.
I commandos si precipitarono verso l’edificio, mentre le camicie verdi sistemarono i pochi
giudici-partigiani rimasti nella piazza.
Pochi istanti dopo Berlusconi, scortato dagli “spetsnaz” uscì dall’edificio, sorridente. Dopo
di lui uscirono il “colonnello” Pisapippa, Santoro, Travaglio e Vauro lividi in volto.
Portati sulla ringhiera che si affacciava sul lago, si gettarono ai piedi delle camicie verdi e
dei commandos, implorando pietà. Calderoli, non ne ebbe. Li fece schierare lungo la
ringhiera e chiamate a sé alcune robuste camicie verdi, ordinò loro di preparare un “plotone di
esecuzione” . I finogliani furono girati, faccia verso il lago.
Al “fuoco” ordinato dal leghista, poderosi calci in culo fecero precipitare i quattro nelle acque
sottostanti. La vendetta era stata consumata. Stessa sorte
subirono i “partigiani” catturati durante il rastrellamento: tutti in acqua. Nessuno dei “giustiziati”
potè riguadagnare la riva. Rimasero nelle gelide acque in
attesa dell’evolversi degli eventi.
Michela si tolse il basco e sciolse i capelli rossi, raggiungendo Alfred. Insieme assistettero al
tramonto, abbracciati.
Nei giorni seguenti l’esercito russo-tedesco e le forze verdi-azzurre liberarono tutto il Nord e poi
il resto della penisola. Le forze anglo-franco-americane, dopo l’armistizio firmato a Cassibile, furono
ritirate e spedite in Afghanistan, dove gli insorgenti stavano per sopraffare le forze di occupazione.
Pochi giorni dopo Berlusconi e Bossi rientrarono a Milano fra due ali di folla in delirio. Finoglio e i
suoi collaboratori furono catturati mentre cercavano di rifugiarsi in una moschea.
Per volontà di Berlusconi fu loro risparmiata la vita. Armati di zappe e vanghe passarono il resto
della loro vita, insieme a migliaia di grillini, leonkavallini e sinistrati di ogni genere impiegati in
lavori socialmente utili, nei campi a lavorare la terra
o adibiti alla ricostruzione del paese. La pace e l’armonia tornarono nella penisola.
Fu l’inizio di lungo periodo di prosperità e felicità.

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