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Metodo Fini

Avete notato come la sinistra stia tirando strumentalmente la volata alla Meloni? Perfino la Chiesa ha un occhio di riguardo nei suoi confronti tanto da concederle un incontro con uno dei boss del Vaticano: il cardinale Parolin. Anche questo interessamento (interessato) verso Giorgia fa parte di una strategia di delegittimazione di Salvini già abbondantemente sbeffeggiato con i mojito, il Papeete, le citofonate, i baci ai rosari e ai prosciutti etc. Ora il segretario della Lega rischia addirittura di essere processato e crocifisso. Tutto l’Arco Incostituzionale lo sta per consegnare nelle mani dei carnefici in toga. Eppure ha fatto di tutto per convincere i Pupari che lui in fondo non era il Male. E’ andato al Muro del Pianto; ha esaltato l’uccisione del generale Suleimani; ha fatto espellere, per interposta persona (Zaia), un consigliere comunale che aveva osato sostenere che gli italiani sono bianchi; non vuole più uscire dall’euro e dalla UE etc. L’unico suo neo è l’ immutata posizione contro l’immigrazione. Questo è il suo punto debole. Bisognerebbe, onde evitare guai giudiziari, che facesse un mea culpa. Una marcia indietro, anche minima, di pochi passi. Avete presente cosa fece Gianfri Fini? Lui, da uomo di mondo, aveva capito come andavano le cose del mondo. Dopo aver firmato la legge anti-migranti che portava il suo nome (Bossi-Fini), da un giorno all’altro cambiò rotta e strategia. Ricordate la sua performance di qualche anno fa in una scuola romana? “Chi dice che gli stranieri sono diversi è uno stronzo…” disse ad un gruppo di ragazzi di origine straniera tra gli 8 e i 19 anni al centro «Semina», che ospita l’associazione «Nessun luogo è lontano», e sempre rivolto ai giovani chiese loro se qualcuno facesse pesare il fatto di non essere italiani ribadendo: “C’è qualche stronzo che dice qualche parola di troppo? Se qualcuno pensa che siete diversi, qualche parolaccia se la merita. Voi la pensate e io la dico”. Matteo, vai anche tu in una scuola multietnica e fai un discorso simile. Tutte le accuse contro di te cadrebbero come le foglie morte d’autunno al vento.

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