Alfio, Articoli

Dimentichiamo il Giorno del Ricordo.

Parevo profeta quando quattro giorni fa manifestavo la mia amarezza nei riguardi delle azioni vandaliche portate a termine da parte di qualche teppista di sinistra verso le lapidi che ricordano i Martiri delle Foibe e il proliferare dei convegni giustificazionisti-negazionisti dell’ANPI. Poi, due giorni dopo, è accaduto ciò che avevo involontariamente previsto: una mostra di mie vignette sulle Foibe è stata censurata dai Quartieri di Firenze a guida piddina (cioè quasi tutti), altre targhe commemorative sono state vandalizzate a Pomezia e a Casale Monferrato, senza contare i soliti convegni cripto-negazionisti dell’Anpi sempre in prima linea a sminuire la tragedia del popolo istriano. Ha ragione Ignazio La Russa quando sostiene che con il passare degli anni la politica sta facendo marcia indietro su questo tema. Nel Marzo del 2004, con la legge della Giorno del Ricordo la sinistra dovette ingoiare un bel rospo, non poteva certo opporsi alle aperture verso questo scottante tema dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e dell’ex Presidente della Camera Luciano Violante. Un rospo mai stato digerito completamente e rimastole di traverso. Lo dimostrano i reflussi gastro-esofagei dell’Anpi, i convegni con storici negazionisti tipo la Cernigoi, la Kersevan, Sandi Volk etc. Certo, le istituzioni continuano a ricordare il Giorno, ma con rituali sempre più stanchi e ripetitivi, con discorsi di circostanza privi di partecipazione emotiva. Per questo ripresento ufficialmente la mia proposta: aboliamo il Giorno del Ricordo. Fate finta che foibe, giuliano-dalmati, esodi, magazzini18 etc. non siamo mai esistiti.

Grazie di cuore.

Alfio Krancic, ex-esule fiumano.


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