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Presepe riveduto e corretto.

Natale del Migrante
Fu nel 2019 che iniziò a manifestarsi la necessità di cambiare l’obsoleta festa bimillenaria del Natale.Da tempo grazie a Greta, ai movimenti ambientalisti, alle Sardine e ai vari movimenti ecclesiali bergogliani si era fatto largo il bisogno di una nuova narrazione laica dell’Avvento. Nacque così la Teologia della Migrazione che sarebbe diventato l’Asse portante della Chiesa del III° Millennio. I punti fondamentali della nuova teologia furono enunciati da El Papa In una Enciclica rivoluzionaria “Deus Migrans in Mare Caritate“. Il baricentro della nuova religione si spostava dal Medioriente al centro del Mediterranneo sull’asse Libia-Lampedusa; il racconto sacro veniva totalmente sovvertito: la Famiglia Arcobaleno composta da due mamme/due padri ( a seconda) partiva dalle coste libiche per giungere a Lampedusa. Qui in un Centro di Prima Accoglienza una delle mamme dava alla luce un bambinello. Una Stella Rossa cometa indicava il luogo dell’Evento ai Magi (il primo anno furono impersonati da Salah, Formigli e Saviano). I tre portarono in dono: lo ius culturae, lo ius soli e lo ius habitationi. La liturgia proseguì in San Pietro dove un barcone sgonfiato venne trascinato fino all’altare. Qui El Papa dopo una serie di formule magiche sciamanico-amazzoniche benedì il Bambinello-migrante proclamandolo Cittadino Italiano e del Mondo con tanto di certificato pontificio. Subito dopo la famiglia arcobaleno veniva portata in una casa popolare messa a disposizione dalla sindaca Raggi. Qui, un gruppo di sovranisti di CP, sempre secondo la liturgia bergogliana, tentava di impedire la presa di possesso della casa al grido: “Prima gli italiani!”, ma il pronto intervento delle Sardine metteva in fuga gli “haters”. Il bambinello poteva quindi crescere e vivere in pace fino alla proclamazione del Bambinello-Migrante dell’anno successivo.

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