Alfio

La Compagnia di Ferro 4a Puntata

Ai “devianti” – così erano ufficialmente chiamati i dissenzienti che si erano opposti al novus ordo, Il Capo Supremo del GoMo (Governo Mondiale) concesse loro, come ad altri oppositori di sopravvivere. Chi entro i tre anni di detenzione si fosse pentito, sarebbe potuto rientrare nella società “civile”; chi, alla fine della pena, si fosse opposto, sarebbe sparito senza lasciare traccia. Nel CRM17 (Campo di Rieducazione Mentale, N.d.A.)erano stati rinchiusi tremila uomini e donne etno-nazionalisti identitari, controrivoluzionari e cattolici tradizionalisti e sovranisti.
Sapevano di avere ancora un anno di vita. Ancora 12 mesi e poi sarebbe stato loro chiesto di abiurare e di sottoporsi all’introduzione del micro-chip sottocutaneo e sottomettersi al Nuovo Ordine Mondiale. Un loro no, sarebbe significato finire in qualche Campo di Eliminazione segreto in Asia o in Africa gestito dalla Psicopolizia.
I campi di rieducazione erano composti da baracche prefabbricate, in legno, plastica
e lamiera: forni d’estate e frigoriferi d’inverno.
Dentro il campo, vigeva la meritocrazia. Veniva eletto capo del campo, il migliore e il più coraggioso fra i ‘devianti’ e l’ordine era mantenuto dalla Sicurezza Interna. I pochi viveri che venivano concessi dall’esterno, in questo caso, dall’Ufficio per la Cura e il Recupero dei Devianti, venivano divisi equamente fra i prigionieri,
inoltre era loro concesso tenere degli animali domestici e coltivare la poca terra all’interno del CRM.
Fuori, il gulag era circoscritto da filo spinato percorso da corrente elettrica, con torrette e un fossato. Vi era un’unica via d’accesso,
controllata militarmente. Quello specifico Campo era vigilato da reparti della MuMi sudamericani (in genere equadoregni, peruviani e colombiani) emigrati negli anni precedenti e dai Rom, calati in massa in Italia dopo l’entrata della Romania in Europa.

Il Piano di Fuga


In 23 Giugno, 11 etnonazionalisti e cattotradizionalisti: Der, Patriota, Guelfo Nero, Totila, Soviet, larth, Green, Halexandra, Langbard, Ken e Jena (tutti nomi di battaglia), si ritrovarono nella baracca 16, una costruzione che serviva come deposito attrezzi e posta in una zona defilata del Campo e lontana dagli occhi dei miliziani.
La sera era umida,era piovuto tutto il giorno e sulla zona gravava una leggera nebbia. L’ambiente era illuminato da un paio di candele che parve rendere la riunione un convegno di spettri.
“Sapete perchè Max ci ha riunito?” esordì Larth.
Nessuno rispose.
La porta d’ingresso si aprì cigolando. Era il capo del campo..

“Ci siamo tutti?” chiese Max.
“Sì, ci siamo tutti…” rispose Der.
“Amici, ho da farvi comunicazioni importanti”. L’uomo si sedette su una panca. I suoi occhi brillavano al tenue bagliore delle candele.
“L’altra sera durante la Festa della Fratellanza ero nella palazzina della MuMi a scaricare le casse di birra per i miliziani. Nella stanza accanto al magazzino, sentii parlare ad alta voce. Erano due ufficiali che discutevano animatamente, bevendo e fumando. Mi sono avvicinato alla porta socchiusa e mi sono messo ad origliare.
Uno di loro stava dicendo che presto la Brigata “Montezuma” di stanza a Milano, sarebbe dovuta partire per il nord. Parlavano di Svezia, perché, a sentire loro, nelle settimane scorse, un intero
battaglione di miliziani, era sparito nelle foreste a nord di Hudiksvall…”
“Hudiksvall?!” chiese Soviet. “Ci sono stato. E’ nel centro della Svezia…”
Max continuò il racconto.
“Ebbene, nei giorni seguenti una compagnia della Psicopolizia e un reggimento della Mumi, messisi alla ricerca degli
scomparsi. Anch’essi sono spariti misteriosamente, inghiottiti dalle foreste.
Sempre secondo il racconto dei due ufficiali , sembra che nell’estremo Nord, in Svezia, Norvegia,
Finlandia, Carelia e Russia del Nord, siano attive formazioni della Resistenza.
Per questo motivo, il GoMo ha mobilitato e messo in allarme le
Milizie Multietniche per la Difesa Democratica del Centro e Sud Europa: vogliono effettuare un’operazione in grande stile per eliminare ogni sacca di resistenza…”
A queste parole i presenti furono percorsi da un fremito.
Se a Nord c’era chi resisteva e combatteva, forse valeva la pena di sperare.
“Ho dunque pensato”, riprese Max, “di evadere dal campo, di arrivare in Svezia ed unirci a coloro che ancora combattono per la libertà”.
Gli etno si guardarono come se avessero di fronte un folle.
“E’ come ci arriviamo in Svezia? In aereo? In treno?” chiese con tono sarcastico Larth.
“A cavallo!” rispose Max.
Tutti lo guardarono con aria stupita.
” A cavallo??!! E i cavalli dove li prendiamo?”, chiese Jena.
“Per questo non ci sono problemi. Come voi sapete una volta alla settimana vengo portato fuori dal Campo per lavorare nella comune agricola a sette km da qui. Lì c’è un allevamento equino. Arrivarci non è difficile. Come non è difficile fuggire dal Campo. Il controllo la notte, come voi tutti sapete, è relativo, i guardiani contano sui reticolati elettrici e sono sempre ubriachi, quindi…. Una volta presi i cavalli prenderemo i sentieri che attraverso le Alpi ci porteranno in Austria e poi in Germania e da lì arriveremo…”
” direttamente fra le braccia della MuMi e della Psicopol…” lo interruppe Ken, facendo il gesto delle manette.
” E poi, molti di noi non sanno cavalcare” aggiunse Langbard
“Questo non è un problema. Ci alleneremo qui. Ho un’idea…” rispose Max, sorridendo.
“Preferite marcire qui e poi crepare?” chiese rivolto ai suoi compagni.
“No!” rispose per tutti Patriota. “Siamo tutti pronti ad osare!”
“Marciare e non marcire!” disse Jena, suscitando il riso degli astanti.
“Bene, siamo tutti d’accordo dunque?”
Tutti i presenti con diverse sfumature espressero il loro assenso.
“Allora dobbiamo organizzarci. Oggi è 23 Giugno, dovremo arrivare alla meta entro tre mesi, prima che cali il grande freddo.
Dobbiamo raccogliere tutto il cibo possibile e abiti pesanti. Mi sono procurato le mappe che ci serviranno per il cammino. Ogni ora e ogni giorno è prezioso! E’ inutile che vi dica di non parlate con nessuno di questa
impresa”, concluse Max.
“E’ pura follia”, disse Totila, ” ma forse proprio per questo riuscirà!”

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