Alfio

La Compagnia di Ferro . 2a puntata.

Nell’Agosto del nuovo anno accaddero due avvenimenti che sarebbero stati gravidi di terribili conseguenze per il nostro continente:
Dopo uno stop durato un biennio fu ripresa la costruzione delle basi missilistiche USA in Polonia, Cekia, Romania, Ucraina e Lituania rivolte contro la Russia; il governo ucraino ruppe la tregua con i ribelli del Donbass e attaccò le loro posizioni con il supporto della Nato.
Le due azioni irritarono profondamente il governi russo e tedesco che sentendosi pesantemente provocati, minacciarono dure ritorsioni. Ma i governi di Varsavia, Bucarest e Praga, sobillati da Washington, Londra, Parigi e Roma risposero picche.
Il 20 Agosto Berlino e Mosca, invitarono la Polonia, la Romania e la Cekia ad una conferenza per risolvere i problemi nati dalla costruzione delle basi missilistiche USA. Ma i governi filo-occidentali di questi paesi , rifiutarono ogni trattativa.
A quel punto apparve chiaro a tutti che il diniego rappresentava una implicita dichiarazione di guerra.
Il 29 Agosto Russia e Germania inviarono un ultimatum ai satelliti americani. Si dava loro tempo 72 ore per smantellare le basi missilistiche.
La guerra era alle porte.
Il 1° Settembre, alla scadenza dell’ultimatum, truppe russe passarono il confine polacco, seguite il giorno seguente da quelle tedesche. La Cekia veniva invasa da forze russo-slovacche ad est e da forze tedesche ad Ovest.
Il 2 Settembre ci fu una durissima presa di posizione di Parigi, Londra e Washington. Si davano 48 ore agli attaccanti per sgomberare i territori ceki e polacchi. Se non si fosse ottemperato a questo ultimatum, ci sarebbe stata una risposta terribile.
Il 4 le truppe tedesche entravano a Praga.
L’8 i russo-tedeschi e gli alleati erano alla periferia di Varsavia.
Il 9 Mosca, Berlino, San Pietroburgo, Volgograd, Minsk, Francoforte subirono un terribile attacco atomico.
Fu l’inizio della 3a Guerra Mondiale.


Incipit

Lo “Scudo Spaziale” americano, messo a punto solo il mese prima, vanificò la rappresaglia russa.
Un solo Topol “bucò” la difesa statunitense, distruggendo Detroit.
Nel resto del mese, l’aviazione dell’Alleanza Occidentale, intensificò i suoi attacchi alle infrastrutture tedesche e russe.
Le comunicazioni, centrali elettriche, Tv , ponti, viadotti furono pesantemente colpiti.
Presto la paralisi dei trasporti causò immensi problemi logistici e di approvvigionamento e portò al collasso i due paesi.

Il 10 ottobre, partì dalla Francia una poderosa offensiva verso la Germania e verso Est. Un’armata anglo-franco-americana portò la guerra sul territorio tedesco.
In Francia, tuttavia, l’alleanza con gli USA e la GB causò un grande malcontento fra i nostalgici gaullisti e i nazionalisti del Front National che manifestarono il loro dissenso con massicce dimostrazioni.
Paradossalmente a proteggere il governo social-liberista scesero in piazza a manifestare contro i nazionalisti, i giovani casseurs delle banlieu, i quali armati ed equipaggiati dal governo, repressero nel sangue le manifestazioni nazionaliste-sovraniste e pacifiste. Nacquero così, in quei giorni, i primi nuclei di quella che sarebbe divenuta in futuro la famigerata Multiethnic Milice la MuMi.
I “casseurs” divennero per una strana eterogenesi dei fini, la “guardia armata” del governo.
Nei giorni che seguirono queste bande di giovani furono “istituzionalizzate” e usate per stroncare le opposizioni, con assalti a sedi di partito, incendi, assassinii, e violenze di ogni genere.
Il 15 Ottobre, approfittando della crisi della Russia sottoposta a pesantissimi bombardamenti che ne stavano fiaccando la resistenza, la Cina, sobillata dagli anglo-americani, ordinò al suo esercito di invadere la Siberia.
L’obiettivo di Pechino era quello di impadronirsi delle fonti energetiche euroasiatiche
Gli USA e la GB, dettero il loro benestare.
Ma la risposta russa, fu durissima.
Il maresciallo Antonov, capo delle forze missilistiche strategiche in Oriente, ordinò la rappresaglia: 10 “Topol” a testata multipla partirono dalle foreste della Tunguskha e colpirono le maggiori città cinesi. Altre decine di missili tattici colpirono le città minori e le infrastrutture del paese.
La Cina ebbe decine di milioni di morti in pochi minuti e subì un colpo mortale.
Lo “scudo” americano non aveva funzionato in questo caso.
In un sol colpo, gli USA si erano sbarazzati del nemico russo-tedesco e di un temibile e pericoloso “amico” creditore: la Cina.

A dicembre, le truppe Alleate penetrarono in profondità nel territorio tedesco. Al termine del mese occuparono tutta la Germania, entrando in Cekia e Polonia, accolti dalla popolazioni come liberatori. L’offensiva si arenò a Gennaio sul suolo russo, grazie anche all’arrivo del Generale Inverno che bloccò le Armate anglo-americane e quelle degli alleati franco-italo-spagnoli. Questa sosta servì ai resti della Bundeswehr degli eserciti alleati e dell’Armata russa per trovare rifugio e riparo nelle basi segrete del Nord che dalla Carelia arrivavano agli Urali. Oltre due milioni di uomini e donne delle forze armate e civili, riuscirono a sfuggire all’annientamento. Altri nuclei, nascosti in rifugi costruiti nelle foreste, avrebbero iniziato la guerra partigiana in primavera.
In Italia, il governo guidato da Finis, dopo una breve fase di non belligeranza,quando la guerra sembrò ormai vinta e al termine, entrò nel conflitto a fianco degli USA e GB, inviando in Russia l’Armata Tricolore. Anche il leader italiano, all’interno, seguì l’esempio del collega francese Merdozy, arruolando nelle forze di sicurezza migliaia di immigrati a cui aveva concesso la cittadinanza e il voto e che usò per stroncare il malcontento e le violente manifestazioni delle forze identitarie e sovraniste. Ciò gli valse, l’appoggio convinto ed entusiasta della sinistra globalista e movimentista, in particolare quella dei famigerati Centri Sociali. L’ esempio francese ed italiano fu seguito anche da altri paesi, quali il Belgio, Olanda, Danimarca. Nei paesi scandinavi i deboli governi socialdemocratici cedettero alle proteste degli immigrati e dei globalisti e cooptarono al governo elementi di origine araba e africana e della sinistra estrema..
A Marzo, le armate dell’Alleanza Occidentale occuparono la Russia meridionale e centrale.
Unica nota negativa in questa operazione, fu la disfatta dell’Armata Tricolore che, nei pressi Voronez, attaccata da due brigate partigiane russo-ucraine, fu travolta e messa in fuga. Prese dal panico numerose brigate gettarono le armi e fuggirono verso ovest a piedi. Fortunatamente la disfatta fu evitata dalla presenza di forze anglo-americane che tamponarono la falla apertasi nello schieramento italiano. Due settimane dopo l’Armata Tricolore, dimezzata fu rimandata in Italia dove fu accolta dal ministro della difesa La Rissa con parole altisonanti e piene di retorica, quasi fosse stata reduce da una vittoria.
A Maggio la guerra era sostanzialmente finita. Eccetto gruppi di partigiani in alcune zone della Russia centrale, la resistenza dell’Armata Russa e della Bundeswehr era terminata.
Il lìder russo Vutin fu dato per morto insieme a tutto il suo entourage. Anche la Siberia, eccetto la parte settentrionale fu occupata da un numeroso esercito privato di contractors ingaggiato dalle Sette Sorelle.
L’Europa aveva subito danni e devastazioni immense.
Le perdite umane si stimavano intorno ai 60 milioni di vittime, soprattutto in Russia e Germania.
Ma anche in Francia, Spagna e Italia, in seguito ad una terribile e misteriosa epidemia febbre “blu”, al freddo e alla mancanza di cibo si ebbero milioni di morti.
I capi degli stati vincitori sostennero che per la ricostruzione e la rinascita del continente era necessario riempire i vuoti causati dalla guerra con altrettanti immigrati.
Da Maggio alla fine dell’anno oltre cinque milioni di nordafricani e africani arrivarono nel Vecchio Continente.
Il 10 Giugno a Washington, in un attentato causato da non meglio identificate cellule nazi-islamiche veniva ucciso il presidente e il vice-presidente degli SU. L’episodio causò un giro di vite per quanto riguardò le garanzie politiche e democratiche nel mondo. Il Congresso, vista l’eccezionalità della situazione nominò presidente il giovane e brillante senatore di New York, George.B. Tsirhc.

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