Racconti fantastici

Racconto Tzigano 7a e ultima puntata

«Cari collega de Parlamentu. Milioni de migrante vivono en condizione desperate. No mangiare, no
bere, no casa. Questo essere grande vergognanza per populo italiano… (applausi scroscianti) Non sentire
voiu grido de dolore che se alza da campi de nomadi e da Centri de Accoglienza Provvissoria? Io avere
visto che sei milione de italiani dare 8 per mille a Accoglienza. Bonu! ma questo non bastare più. Ci
volere più solidarietate… (applausi fragorosi) da parte de cittadini, de associazioni e de voi politici.
Ecco mea proposta: ogni familia de bonisti italiani che amare migrante prenderà in sua
casa, dando vittu e alloggiu, e tutto quelo che servi loro, una o due familie rom o marucchina etc; ogni
associasione prenderà in propie strutura 100 familie de migranti; ogni politicu accollierà 3 familie
migrante in sua casa e villa, i dovrà pagare mangiare, bere i vestimenti. Anco Quirinala e Vaticanu fare
accoglienza. Questa è mia proposta. Presidentu Phico, por favore, mettessi ai voti proposta!»
Un silenzio gelido calò sulla Camera, rotto solo da un timido applauso.
Il Presidente Phico, terreo in volto aprì la votazione a voto palese. Poi con voce impercettibile
farfugliò: «La Camera approva…»
Nei giorni successivi milioni di extracomunitari entrarono nelle case, nelle ville e nei casali dei
buonisti e delle anime belle. Anche la Caritas e le altre organizzazioni di volontariato laico e religioso
furono invase da centinaia di migliaia di extracomunitari.
Il Vaticano e tutti i palazzi vescovili e i seminari furono occupati da torme di nordafricani, in maggior
parte islamici. Tutto il clero fece buon viso a cattiva sorte. Gli occupanti, secondo la legge Younas-Kabobo
Kienghu avevano il diritto di condividere tutto nelle case: cibo, denaro, vestiario.
Molti di loro interpretarono questa legge in modo estensivo, entrando nelle camere da letto degli ospitanti.
La legge infatti invitava tutti a “rendere il soggiorno nelle case il più piacevole possibile e non negare
alcunché agli ospiti”.
Una quindicina di giorni dopo, accaddero però alcuni fatti, giudicati dal Governo, preoccupanti. La ex
presidentessa della Camera Poldrini, che aveva dovuto accogliere tre famiglie di congolesi, uscì per
strada stravolta.
Fu vista con indosso una camicia nera. Fu fermata da una ambulanza della neurodeliri mentre urlava a
squarciagola: «Duce! Duce!»
Fu ricoverata nel reparto agitati e subito sedata.
Il Capo delle TV, Formigli che ebbe la villa riempita da equadoregni e capoverdiani, fu visto marciare al
passo dell’oca
nelle vie di Roma a braccetto con Oliviero Toscani e Vauro. Tutti e tre furono uditi urlare frasi sconnesse
dal sapore razzista e inneggianti Hitler.
Ma l’episodio che fece esplodere la situazione avvenne però a Milano.
Il sindaco Salah e la sua compagna, dovettero ospitare una dozzina di giovani baldi marocchini.
Dopo due settimane di vessazioni e violenze, il Sindaco usci dal suo palazzo, nel centro di Milano.
Indossava una camicia verde, cravatta nera e il simbolo del Sole delle Alpi al braccio; pantaloni neri
e stivali lucidissimi. Improvvisò un comizio per strada, inneggiando alla superiorità della razza ariana.
Fu l’inizio della Rivoluzione di Maggio.
La notizia del comizio xenofobo di Salah si sparse in tutta la città e nei salotti della borghesia
illuminata e progressista. Migliaia di ex-buonisti, incazzatissimi, invasero le strade e le piazze
inneggiando alla legge Bossi-Fini e chiedendo a gran voce nuove leggi razziali. Poco dopo si videro migranti
volare dalle finestre, scappare dai giardini e fuggire dai tetti.
L’incendio scoppiato a Milano dilagò inarrestabile in tutto il paese. Nei giorni seguenti si videro file
bibliche di migranti ai porti, agli aeroporti e ai confini.
Un nuovo governo rivoluzionario, preso il potere, nazionalizzò le banche, ripristinò la sovranità nazionale,
denunciò i vari trattati UE, il trattato atlantico e fece sgomberare le basi Nato. L’Europa seguì l’esempio
italiano. Una nuova Europa nacque dalle ceneri della UE.
Appendice
Younas-Alfred, ricercato riuscì a fuggire in Romania, ma, prima di far emanare la Legge sui Migranti che
portava il suo nome, scrisse un memorandum sulle vere finalità della sua azione, affidandolo
a un notaio. Quando la verità venne a galla, Alfred, fu riabilitato e proclamato “Salvatore della Patria”.
Molti dei protagonisti politici del passato regime (Kabobo Kienghu, Poldrini, Rienzi,Frateianni,Gentilone,
Letto, tantissimi altri esponenti del mondo dei media,artistico e dello spettacolo) furono “arruolati”
nelle celebri brigate “Gioia del Lavoro” e inviati nelle campagne a dissodare la terra e nelle cave a spezzare
pietre. Altri riuscirono a fuggire su barconi e navi Ong dirette in Libia. Di loro non si seppe più niente.

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