Racconti fantastici

Gli Sfollati. 6a e ultima puntata

Il prete insospettito avvertì i responsabili del locale Comitato di Accoglienza . Furono messe delle microspie nelle stanze. Dopo pochi giorni la verità venne a galla!
Il prete assieme ai responsabili del Comitato e dopo aver allertato le Forze dell’Ordine e i media, denunciò i falsi profughi.
“ Sono degli impostori che speculano sulle disgrazie e il dolore dei veri migranti!”.
Una troupe di Piazza Pulita, condotta da Corrado Formigli in persona piombò nell’albergo. Il giornalista che aveva avuto una dritta. fiutò lo scoop. Facendo finta di condurre – tanto per cambiare – un’inchiesta sui muigranti, incontrò Giovanni, Enrico e Aldo. Sulle prime i tre uomini si rifiutarono di rispondere alle domande incalzanti del conduttore. Poi proclamarono confusamente la loro innocenza. La  trasmissione  in diretta assunse toni drammatici. I tre, fra le lacrime, ribadirono  di essere profughi siriani, ma il prete, che aveva assistito alla penosa scena, fece allora intervenire un mediatore culturale che iniziò a porre delle domande in arabo. Giovanni che aveva imparato una decina di frasi di circostanza, ripeté in continuazione:“noi siamo profughi siriani…noi siamo profughi di guerra…”.
Si creò una situazione di stallo. Il prete, in combutta con Formigli, escogitò un piano per smascherarli definitivamente. Si trattava di un “rituale” che in passato aveva funzionato alla perfezione. In una trasmissione del “maestro” di tutti i conduttori di sinistra, Michele Santoro, fu invitato una volta il segretario della Lega Salvini, che in presenza della ministra Kyenge, per dimostrare di non essere razzista, fu costretto a mangiarsi un casco di banane, notoriamente frutto antirazzista per eccellenza. Superò dopo sforzi sovrumani a malapena la prova.
Pochi giorni dopo, negli studi di Piazza Pulita, tutto fu approntato per il “rito”. I tre furo portati nella sala, strapiena di persone chiaramente colpevoliste nei loro confronti. Furono fatti sedere su degli sgabelli di fronte ad una poltrona-trono, dove si assise la ex- ministra Kienge chiamata all’uopo. Le telecamere ripresero l’avvenimento che fu trasmesso a reti unificate. I riflettori erano puntati su i tre che sudavano abbondantemente. La Kyenge si fece portare su un tavolo un casco di banane.
“Ora proscederemo alla verificà. Si voi siete veri profughì e non impostori xenofobi e rassisti, manscerete le banane chi io vi darò. Si no, sarete condannati!”
La ex-ministra iniziò a staccare i frutti e a porgerli ai tre. L’ ordalia ebbe inizio. Gli occhi del pubblico e di milioni di telespettatori erano fissi sui volti imperlati di sudore dei tre. Ogni piccolo segnale di disgusto o di rigetto sarebbe stato letto come una confessione indiretta di razzismo.
Verso decima banana i tre iniziarono a vomitare. La Kyenge fece un balzo indietro e puntando in dito urlò:
“Son degli impostori! Arrestate questi rassisti e xenofobi!”
Da pubblico inferocito composto in massima parte da equipaggi delle ONG, da cooperanti dei centri di accoglienza, si alzarono urla e insulti al loro indirizzo. I poliziotti riuscirono a malapena a sottrarre i tre alla folla inferocita. Formigli, assistito nello speciale da un “parterre de rois” composto Giovanni Floris, Lilli Gruber, Roberto Saviano, dalla Capitana Carola e tanti altri, sorrise beffardamente, mentre mangiava la sua  dodicesima banana.
Il centinaio di falsi profughi fu rintracciato nei giorni successivi e tutti furono arrestati. In base alla legge Mancino furono condannati a lunghe pene detentive.
Uscirono  di carcere dopo cinque anni, grazie ad un’amnistia.
Senza lavoro, senza casa e senza auto, i tre, con le loro famiglie, riuscirono a prendere in affitto una vecchia roulotte in un ex-campo nomadi. I rom infatti da  anni  lo avevano abbandonato per andare a vivere in comode villette in collina. Da tempo nel campo vivevano solo italiani.
FINE

9 Comments

  1. www.alfiokrancic.com

    Sarei lieto di vedere un vs commento. Grazie.

  2. I nomi dei finti profughi mi ricordano un trio famoso. Questi sarebbero perfetti per la parte. L’ascento franscese della Kiange mi fa scompisciare. Ma è un riso amaro.

  3. Maurizio Esposito

    Si vede solo l’ultimo e i primi due, gli altri no
    Questo è il blog, vero?
    Non vorrei essermi confuso

  4. Lorenzo Stecchetti

    Triste, tristissimo epilogo: che rispecchia la realtà.

  5. Carissimo Alfio, verrà il giorno che questo blog e la tua nuova casa su VK supereranno il successo oscurato sugli altri social. Le tue vignette pungono, altrimenti ti avrebbero lasciato indisturbato su quei pessimi social.

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