Racconti fantastici

Gli Sfollati 5

“Perché ancora non ci hanno mandati negli alberghi a 4 stelle?” chiesero  Aldo ed Enrico a Giovanni.
“Lo so io perché! Per ottenere qualcosa subito dobbiamo mettere a ferro e fuoco questo luogo e magari creare disordini in città!”
“Giusto!” disse Enrico. “lo fanno sempre quando vogliono ottenere qualcosa!”
Buttarono giù un piano.
Le donne iniziarono a dar fuoco alle suppellettili e ai materassi, mentre gli uomini, armati di bastoni e spranghe, scesero verso l’abitato, dove iniziarono a devastare negozi e bar e a saccheggiare magazzini. In queste azioni di guerriglia furono immediatamente aiutati da “i ragazzi” dei Centri Sociali che fecero fronte comune con i falsi migranti. Le forze dell’ordine, consce dei rischi che avrebbero corso a torcere un solo capello ai “profughi”, si guardarono bene dall’intervenire. Intervenne invece la sindachessa con il volto tumefatto  coperto di garze e cerotti che riuscì a riportare la calma con la promessa di un rapida partenza verso il continente.
Ventiquattro  ore dopo furono imbarcati su un traghetto e portati a Napoli dove, saliti  su un aereo furono portati a Milano. Il centinaio e passa di “profughi” fu diviso in una decina di gruppi ognuno dei quali fu ospitato in prestigiosi alberghi in  rinomati luoghi di villeggiatura.
Qui ebbero finalmente pasti  con menù alla carta, camere accoglienti e spaziose, bagni, letti puliti e abiti nuovi.
Maria abbracciò il marito.
“Sei stato un genio!”
“Grazie amore!” rispose Giovanni orgoglioso della felicità della moglie, dei figli e degli amici di sventura.
IL PRETE
Dopo alcuni giorni, nello stesso albergo arrivarono una ventina di maghrebini, reduci da un ennesimo “viaggio della speranza” attraverso il Mediterraneo. I due gruppi però non legarono e le ragioni erano evidenti.A quel punto alcuni nord-africani  esternarono  al delegato della Caritas i loro dubbi.
“ No pregano mai verso Mecca…Mangiare carne maiale…Quelli non essere muslimani… e poi non rispondere mai in arabo…”.

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